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A lezione di bugie: riconoscerle in 10 passi

Le bugie sono spesso protagoniste di film e serie TV, dove vengono esaltate le abilità di mentalisti, detective e specialisti, in grado di individuare un bugiardo al primo sguardo, o più correttamente, alla prima microespressione. Possiamo ricordare tra tutti la serie televisiva “Lie to me”, che racconta le indagini di un team specializzato nelle investigazioni utilizzando la psicologia. Il dottor Cal Lightman, uno scienziato che studia il linguaggio del corpo e del volto, mette le sue conoscenze al servizio delle autorità e della giustizia, collaborando anche con l’FBI. Una serie tv che ha portato in tutte le case la curiosità di un metodo per decodificare chi sta mentendo.

Negli ultimi anni sono stati condotti numerosi studi scientifici sulle bugie e secondo l’ACFE (Association of Certified Fraud Examiner) il costo delle frodi assicurative e delle truffe ammonta alla cifra di 3,5 trilioni di dollari. Le bugie, tuttavia, determinano un costo sociale ancora più rilevante: l’erosione della fiducia. 

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Ora vediamo quali sono i 10 segni distintivi del bugiardo patologico. A tal proposito, la Dott.ssa Pamela Meyer, dopo aver conseguito un MBA presso l’Harvard Business School, ha lavorato per anni con un team di ricercatori specializzati nell’identificazione di microespressioni facciali, conduzione di interrogatori ed analisi delle dichiarazioni giurate. Oggi è CEO della società di consulenza Calibrate, che aiuta amministrazioni pubbliche e corporation private ad adottare le migliori strategie anti-menzogna, vediamo quali sono gli indizi per smascherare il Pinocchio della situazione.

10 indizi per smascherare un bugiardo

  1. Tenere le distanze tra sé e l’oggetto del discorso. Chi mente, tende a distanziarsi, anche attraverso il linguaggio dall’oggetto del discorso. Se avete il sospetto di essere vittima di un tradimento e il vostro partner fa finta di non conoscere la “presunta amante”… potete iniziare a preoccuparvi;
  1. Quando l’amico si fidanza

    Ripetere le domanda prima di rispondere. Quando ti trovi ad affrontare un esame orale e sei colto da un vuoto di memoria, l’unico modo per prendere un po’ di tempo è quello di chiedere al docente di ripetere la domanda. Attenzione però, meglio evitare questa strategia durante un colloquio con moglie/marito. Far finta di non aver capito e cercare di prendere tempo può spesso significare che ti stai inventando una storiella;

  1. Rafforzare le affermazioni con frasi fatte. Se la persona che avete davanti usa frequentemente affermazioni tipo: “a dir la verità”, “onestamente”, “se devo essere del tutto sincero”, “in tutta onestà”… significa che fa di tutto per riaffermare la propria sincerità e forse la verità è un’isola ormai lontana (la bugia è in agguato);
  1. Fissare negli occhi. Gli studi della dott.ssa Meyer hanno dimostrato che i bugiardi tendono a mantenere il contatto visivo in modo innaturale. Non è vera quindi la teoria che solo chi è sincero è in grado di guardare dritto negli occhi. Le persone che stanno raccontando una bugia tendono ad irrigidirsi e questo ha una notevole ripercussione sulla parte superiore del corpo;
  1. Fornire dettagli irrilevanti. Bisogna diffidare da chi condisce i propri racconti con tantissimi particolari (e magari del tutto inutili). Se una persona non ha bisogno di mentire, fornirà un racconto lineare ed essenziale mirato alla semplice descrizione di quanto accaduto;
  1. Sorridere di più e in modo strano. Si legano sempre i sorrisi ed il calore umano all’onestà, ma a quanto pare, chi mente cerca di far leva su questo. Ma si può riuscire a capire se il sorriso è vero o falso: chi ride di gusto lo fa con tutto il corpo e con tutto il volto, chi invece sta simulando, si concentra solo sul movimento dei muscoli delle labbra;
  1. Espressioni contraddittorie. Chi mente cerca sempre di preparare bene la sua versione, onde evitare contraddizioni o lacune (in pochi però allenano anche i movimenti del proprio corpo). Il Pinocchio dice sì a voce, ma poi scuote la testa come per dire no. Racconta storie, ma nel frattempo alza le spalle;
  1. La versione dei fatti partendo dalla fine. Se volete avere la prova che davanti a voi c’è Pinocchio… Lasciatelo parlare e, passato un po’ di tempo, chiedetegli di raccontare la sua storiella a ritroso. Se esiterà o cercherà di prendere tempo… la bugia sta bussando alla vostra porta;
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    Creare una barriera con l’interlocutore. Sono molti gli atteggiamenti che rendono facilmente “sgamabili” i bugiardi, che tendono a costruirsi una sorta di fortezza virtuale: sbattono le palpebre con una maggior frequenza, cercano in tutti i modi di creare una barriera tra sé e i propri interlocutori frapponendo degli oggetti, abbassano il loro tono di voce;

  1. Voglia di scappare. Se il bugiardo che avete davanti, non è patologico e allenato, avrà l’istinto di fuggire dal contesto di dialogo che avete intrapreso (mentire in effetti è un’attività piuttosto stressante). Per questo motivo, le persone che raccontano bugie, hanno spesso i piedi rivolti verso una qualche via di uscita.

Ovviamente un singolo segnale o comportamento non è mai una prova conclusiva di una menzogna, poiché va contestualizzato ed analizzato nel modo corretto. Ma se durante una discussione si possono individuare numerosi di questi indizi, ci sono alte probabilità di essere di fronte a Pinocchio!

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Martina Dell’Osbel

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Martina Dell'Osbel

Sono laureata in Relazioni Pubbliche e Pubblicità ed fatto ho un Master in Diritto dell'ambiente. Ho sempre lavorato nell'ambito della comunicazione come: speaker radiofonica, corrispondente per delle testate, formatrice. Il mondo della scrittura mi ha da sempre affascinata! Sono felice di poter scrivere degli articoli per la redazione di Noi2 Magazine...così potrò mantenere viva la mia passione!


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