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La scelta della scuola: vademecum per genitori

Giugno, la fine dell’anno scolastico è alle porte. Per alcuni ragazzi significa solo una lunga estate, di vacanze o di studio, per altri è un traguardo più importante: la fine di un ciclo scolastico e la proiezione verso il proprio futuro. Perché, finita la scuola dell’obbligo, si inizia a fare sul serio. E questo spaventa i ragazzi, certo, ma molto spesso mette ancora più in ansia i genitori.

Ad ogni genitore il suo stile

Il momento, in effetti, è delicato: l’adolescenza è un periodo complesso, ricco di cambiamenti e povero di certezze, e la scelta del percorso formativo adeguato può fare la differenza in questo gioco di equilibri sottili.

Qui il lavoro di genitore si fa particolarmente duro: difficile riconoscere a un figlio lo status di individuo autonomo, con talenti, aspirazioni e bisogni diversi dai propri; difficile lasciargli scoprire la sua strada, standogli a fianco senza cercare di prendere il timone. Perché tante volte, anche inconsapevolmente, gli adulti tendono a vedere la prole come un prolungamento di sé: il rischio di questo atteggiamento è di non vederli proprio, i figli. D’altronde, mica è facile: l’adolescente spesso è tutto e il contrario di tutto, vuole fare da solo ma ha bisogno d’aiuto, aspira ad autoaffermarsi ma al tempo stesso teme di deludere i genitori. In altre parole, è fragile. E per non produrre crepe, serve una buona dose di equilibrismo.

Perciò, cari genitori, anche se non esistono ricette preconfezionate per accompagnare i figli verso la scelta scolastica migliore (migliore per loro!), un piccolo vademecum, suggerito dal buon senso ma soprattutto da chi si occupa quotidianamente di queste problematiche, può sempre tornare utile:

  • Osservateli, prima di tutto, per individuare i loro interessi e le loro inclinazioni
  • Ascoltateli sempre, cercando di lasciare da parte il giudizio: il rischio peggiore, qui, è di non riuscire a distinguere quello che veramente sentono e pensano da ciò che dicono solo per farvi contenti
  • Evitate di soffermarvi sui loro difetti e sulle loro mancanze, ma siate sempre pronti a valorizzare le loro potenzialità e a motivarli. Usate il rinforzo positivo, che tacita le insicurezze e aiuta nella realizzazione di sé
  • Aiutateli a comprendere difficoltà e problemi senza risolverli al posto loro: è importante che i ragazzi acquisiscano gli strumenti per scegliere in modo autonomo e per affrontare le criticità della vita
  • Allo stesso tempo, però, non fate passare il messaggio che la scelta è soltanto loro: non vanno pilotati, ma accompagnati sì

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  • Partecipate attivamente alla ricerca e al vaglio di tutto il materiale informativo disponibile
  • Affiancate con fiducia gli insegnanti nel difficile compito dell’orientamento: evitate di squalificare il loro parere se diverso dal vostro, siate invece sempre disponibili al dialogo
  • Siate ottimisti, sempre: le visioni angoscianti del futuro non sono funzionali a nessuno, i ragazzi hanno bisogno di incoraggiamento. E poi, la situazione potrebbe sempre cambiare
  • Di nuovo: non trasferite sui figli le vostre aspettative e i vostri desideri non realizzati, aiutateli invece a capire chi sono e cosa li fa stare bene.

Così, messo nero su bianco, non sembra troppo complicato; ma sappiamo che mettere in pratica questa lezione è veramente un’impresa: “i figli so’ pezzi  ‘e core”, il coinvolgimento è elevatissimo e i fattori in gioco molteplici. Allora mettiamola così: se al cuor non si comanda, si può sempre cercare di dargli qualche consiglio, prima di lasciarlo andare per la sua strada.

 

Elisa Pordon

 

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Elisa Pordon

Da circa 20 anni mi occupo di comunicazione ma non mi sono mancate esperienze sporadiche come impiegata catatonica, barista filosofa, PR allo sbaraglio. Il mio grande amore è la scrittura creativa, ma ho trovato nel web copywriting una nuova, appassionante sfida. Sono brava con le parole, ma da sempre le addomestico per produrre fatti, esaminando con cura il contesto e adottando, di volta in volta, la logica più efficace.


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