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Bullismo: un adolescente su tre ne è vittima

Il termine “bullismo” è diventato in questi ultimi anni una fra le parole più usate quando ci si addentra nel vasto territorio dei teenagers. Il bullismo è sempre esistito, ma solo negli ultimi anni ha ricevuto maggior attenzione da parte dei media. In passato questo fenomeno, era accettato come un rito di passaggio per arrivare all’età adulta, quindi non veniva visto come un abuso o una mancanza di rispetto. Il bullismo era un metodo per affermarsi

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umiliando persone generalmente più deboli e fragili. Una volta, questi tipo di comportamenti erano più circoscritti, ma con il passare degli anni, il raggio d’azione si è allargato fino ad arrivare ad oggi, 2017, dove questa tematica dilaga e desta spesso preoccupazione nelle persone che ne sentono parlare. Con l’avvento dei social media il bullismo ha avuto un incremento esponenziale arrivando ad essere un fenomeno che sembra non avere più limiti grazie alla rete.

Molti sono gli istituti di ricerca che pongono l’attenzione sul bullismo, addentrandosi negli anfratti più profondi e poco visibili, per studiare questo fenomeno: fra questi possiamo menzionare l’Istat, l’Università Cattolica o il Centro di ascolto di Telefono Azzurro.

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Una recente indagine, svolta da Doxa Kids, delinea che il 35% dei ragazzi dagli 11 ai 19 anni è stato vittima di episodi di bullismo (appare inoltre da questa ricerca che il fenomeno sia in preoccupante aumentando). Sono vittime di bullismi le ragazze con un 56,3% (tra gli 11 e i 14 anni nel 40,6% dei casi). Il 10,2% dei bambini e adolescenti coinvolti è di nazionalità straniera. L’Istat invece, in una ricerca svolta nel 2014, dichiarava che, oltre metà dei giovani (tra gli 11 e i 17 anni) è stato oggetto di episodi violenti ad opera di altri ragazzi/ragazze e circa il 6% è stato

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vittima di questi episodi attraverso i social. Un’altra ricerca interessante è stata quella di qualche tempo fa eseguita da Demos, che conferma la gravità nella percezione sociale (7 persone su 10 considerano il bullismo inaccettabile, un 5% in più rispetto a 10 anni fa). Un quarto della popolazione, crede che il fenomeno sia diffuso nella maggioranza delle scuole. La diffusione di questo fenomeno viene denunciata da soggetti che rientrano nella fascia di età tra i 25 e 34 anni (33%) e si tratta solitamente dei fratelli maggiori.h

Nel fenomeno del cyberbullismo risulta essere scontata l’influenza esercitata dalla rete e dai social network. Ne sono convinte le persone più anziane che superano i 65 anni ed il fenomeno spaventa molto di più le persone che ne vengono a conoscenza attraverso radio e la TV. Sembra che il bullismo mediatico spaventi di più di quello digitale.

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