Partner tossico

Partner tossico

Incontriamo tantissime persone nel nostro percorso di vita, alcune di cui incrociamo solamente lo sguardo, altre a cui ci leghiamo indissolubilmente e, a seconda del periodo che stiamo vivendo e della nostra evoluzione personale, ci fermiamo a vivere delle esperienze con alcune, mentre chiudiamo la porta in faccia ad altre.

Incontrare una persona tossica

Dipendere dagli altri


Tipico è incontrare prima o poi una persona tossica e subirne il fascino, entrando in una relazione complicata e ambigua, densa di rabbia, sensi di colpa e incoerenza. Molto spesso scambiamo l'amore tormentato che appartiene all'idea romantica dell'innamoramento con l'amore vero, sembra che se non si soffre per amore allora non è vero amore, mentre invece una relazione piena di fraintendimenti, in cui la comunicazione è ambigua e difficile è soltanto amore tossico. Alla fine possiamo arrivare a pensare che il problema sia dovuto alla nostra incapacità di comprendere il linguaggio dell’altro, di decodificare i suoi atteggiamenti, di avere reazioni esagerate, poca pazienza o ipersensibilità. Cadiamo nel gioco dell'amore tossico fino ad arrivare a modificare il nostro comportamento per evitare di sperimentare nuovamente disagio, di creare conflitti per situazioni di “apparente poco conto” cercando continuamente di adattarci e mettendoci in dubbio.

Arrivati a questo punto bisognerebbe essere capaci di fermarsi e porsi qualche domanda. Quello che viviamo accade con tutti o solo in relazione a quella specifica persona? Ha a che fare con noi o vi è una dinamica precisa che si instaura solo con quella persona a seguito di caratteristiche specifiche? Cosa c’è in quella persona che ci fa comportare in modo diverso, più reattivo o compiacente? E’ una questione di “pancia” o, in gergo, di transfert? Il transfert è un meccanismo mentale per il quale una persona tende a spostare schemi di pensiero ed emozioni sull’altra persona coinvolta nella relazione. Il transfert può essere positivo; ovvero si può percepire la stima e l’affetto provato dall’interlocutore e quindi provarlo reciprocamente senza apparente motivo oppure negativo quando “a pelle” o in modo istintivo si provano sentimenti spiacevoli come irritazione, gelosia, invidia o competitività.

Quando in una relazione si ha una sensazione di irrealtà e incredulità, di perdere la coerenza ed il filo di ciò che sta accadendo, quando le interazioni sono ambigue e conflittuali, e si ha la sensazione di “camminare sulle uova”, il primo passo necessario è quello di cogliere la presenza di comportamenti dannosi o emozioni minacciose che non ci appartengono normalmente. E’ necessario non rimanere agganciati a ciò che la persona tossica ci trasmette per non appropriarcene. Questo purtroppo non significa che siamo in grado di modificare i comportamenti e i sentimenti del partner tossico,  ma di riuscire a coglierli per prenderne le distanze. é importante saper distinguere ciò che si prova e si pensa da ciò che può essere indotto in mondo inconscio per effetto della forte influenza manipolativa esercitata dall'altro.

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Come smascherare una persona tossica

La persona tossica presenta alcuni comportamenti tipici che è utile identificare per prendere coscienza di ciò che sta accadendo e del tentativo di manipolazione che sta mettendo in atto. Vediamone alcuni:

  1. Mostra comportamenti incoerenti con ciò che afferma verbalmente: verbale e non verbale non coincidono. Ad esempio è pungente, freddo, irritato, ma al tempo stesso afferma di non avere problemi con noi e non c’è nulla che non va nel rapporto. Attraverso atteggiamenti velati mostra quel tanto che serve, come un sospiro ansante, un sopracciglio alzato, per farci capire che in realtà ci sono dei non detti. Afferma di essere impegnato nel rapporto con l’intento di renderci felici accampando scuse utili a giustificare le insofferenze che notiamo. Potremmo sentire il bisogno di piacere a questa persona, di fare di tutto per occuparci della sua insoddisfazione. Il disagio percepito però non ha a che fare con la relazione, ma è personale ed interiore. In questo caso non dobbiamo sforzarci di compiacerlo e renderlo felice: il suo vissuto è indipendente dalla nostra presenza. E’ più utile prendere le distanze quando l’umore della persona “tossica” è instabile per farvi ritorno quando il suo disagio è rientrato. Non siamo responsabili dei sentimenti altrui e neppure del vissuto che i nostri comportamenti, che riteniamo buoni per noi e coerenti con la nostra persona, suscitano nel partner. Se il nostro comportamento ha inconsapevolmente ferito il partner possiamo parlarne e, se il caso, chiede scusa, ma non si dovrebbe tirare ad indovinare. Il dialogo adulto è alla base delle relazioni sane e funzionali al contrario della ripicche che celano l’incapacità di confrontarsi e di esprimere dissenso o un malessere.

  2. Manipolazione passiva: in una relazione tossica si può avere la sensazione di essere gli unici a contribuire all'andamento della relazione. Si può avvertire di dover fare qualcosa per soddisfare le aspettative o le pretese del partner quando il clima in coppia è “teso”. Si percepisce una sorta di squilibrio di potere che ci porta ad attivarci come se fossimo in debito. Il messaggio inconscio che passa è: “guarda le cose che ho fatto per te…?!, e tu che fai per me?“. E’ imporrante tenere a mente che aiuti, agevolazioni, sostegno ricevuto sono frutto di una libera scelta e non uno strumento ricattatorio: non dobbiamo nulla a nessuno. Se si sente il dovere di fare qualcosa verso qualcuno evidentemente non si tratta di un piacere o di una libera scelta, ma di una reazione dettata dal senso di colpa o del dovere.

  3. Proiezione: anziché assumersi la responsabilità dei sentimenti che prova, soprattutto quelli spiacevoli come

    Amore o ossessione?


    la rabbia e la tristezza, il partner tossico afferma che siamo noi arrabbiati con lui. Egli ci accusa di essere di cattivo umore, di avere atteggiamenti irritanti nei loro confronti. Questo spostamento del suo vissuto emotivo su di noi può indurci a giustificarci, difenderci. E’ importante fare attenzione a quando ci sentiamo in difetto come farebbe un “bambino con le mani nella marmellata”; se iniziamo a giustificarci significa che inconsapevolmente siamo caduti nel gioco “ti ho beccato…” che egli muove con modalità sottilmente ’“accusatorie”. Non c’è bisogno di dare spiegazioni, difendersi e scusarsi di fronte a false accuse.

  4. Gioco di forza: vi potrà capitare di trovarvi di fronte a scelte out-out. Tra il mantenere la relazione col partner e scegliere se qualcun altro o qualcosa d’altro. “O me o gli amici, o me o lo sport“. Il partner tossico attende che abbiate preso un impegno per poi mettervi un paletto che vi porterà a sentivi obbligati a scegliere di mettere il partner al centro della vostra vita. Le vostre rinunce non saranno mai abbastanza ed il dramma e le rinunce che vi chiederà sempre più frequenti e soffocanti. Non rinunciate alla vostra libertà per una relazione; le vostre relazioni ed i vostri hobby sono un nutrimento per voi e debbono coesistere mentre siete impegnati in un rapporto a due.

  5. Ragione ad ogni costo: altera il racconto degli eventi e loro versione dei fatti è convincente.  Non chiede mai scusa perciò non ha senso discutere ed argomentare per cercare di rendere il partner ragionevole e neppure entrare in “braccio di ferro” per ottenere ragione. Non è capace di accogliere la nostra verità o negoziare. Le uniche opzioni plausibili sono il lasciar correre, soprassedere per evitare discussioni, o lasciare andare quella persona con cui non è possibile avere un dialogo che tenga conto di entrambi.

  6. Svalutazione e mancanza di partecipazione emotiva: non ha la capacità di gioire per i nostri successi. Tende a sminuire le buone notizie ed i progetti insinuando dubbi: “quella promozione è un caso”, “La nuova amica non è sincera”, “sei sicuro che quella scelta sia buona?”. Non bisogna lasciare che sminuisca l’importanza

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    dei nostri traguardi, interessi, o lasciare che il suo pessimismo ci influenzi. La coppia implica supporto e scambio di idee nel rispetto dell’altro. Non è necessario cercare la sua approvazione ed annichilirsi.

  7. Lascia in sospeso la conversazione: di fronte a incomprensioni e conflitti tronca la comunicazione ed evita il chiarimento. Ignora e non risponde al telefono, ai messaggi. Ci lascia in attesa e senza la possibilità di capire cosa sia accaduto. Ci possiamo ritrovare a rimuginare sui fatti per cercare spiegazioni e dubitare sulla tenuta del rapporto. Ci si può sentire in ansia, confusi e increduli. In una relazione sana il partner che ci vuole bene ci permette il confronto, anche se acceso, si impegna per trovare un chiarimento e mai ci deve mettere “alla porta” ignorandoci per lungo tempo.

  8. Confusione e spostamento: quando stiamo tentando di affrontare un problema il partner tossico si allontana dal tema della discussione concentrandosi sul modo in cui avviene l’interazione. Si focalizza sul modo più che sui contenuti della discussione. Contesta la scelta delle parole, la grammatica, il tono, i gesti, le reazioni emotive (pianto, gelosia, ansia…). Ci potremmo trovare in difficoltà a stare con il bisogno iniziale di fare chiarezza e con la tentazione di difenderci. In tal modo il conflitto aumenta, gli argomenti si sovrappongono e spostano, ma nessun tema importante viene affrontato nello specifico o risolto.

  9. Esagera ed amplifica: elenca una serie di nostre mancanze amplificandole in modo esagerato usando parole come “sempre”, “non hai mai”. E’ difficile difendersi da questa forma di manipolazione e non c’è modo di vincere.

  10. Estremamente giudicante: è intransigente di fonte ad errori e limiti del partner. Tutte le persone commettono degli sbagli, ma il partner tossico non concede attenuanti. Rimarca i nostri errori, emette sentenze impetuose che possono minare coloro che hanno già una fragile autostima. Nessuno ha il diritto di offendere, sminuire chicchessia tanto meno un partner che rappresenta la persona dalla quale dovremmo ottenere comprensione e conforto.


Saper riconoscere un partner tossico è il primo passo per prendere una decisione consapevole: una volta portata a coscienza la sua modalità, abbiamo la possibilità di capire se è quello che vogliamo per noi, o comunque di riflettere su noi stessi, sul fascino e sull'invischiamento che questa relazione ci porta. Che senso ha nella nostra vita? É quello di cui abbiamo bisogno? A volte svelare il "gioco" del partner tossico ci aiuta ad accettarlo così com'è e ad amarlo anche con queste caratteristiche, che sono fondamentalmente sintomo di un suo problema che non è riuscito ad identificare.

 

Maurizio Sgambati



 

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Psicologo Psicoterapeuta ed Analista Transazionale Certificato. Effettuo attività di consulenza psicologica e psicoterapia come libero professionista in privato privilegiando le problematiche del singolo adulto. Collaboro con alcune associazioni di promozione sociale offrendo formazione e supervisione professionale. Per Noi2 Magazine scrivo articoli di taglio psicologico riguardanti il mondo delle relazioni.

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