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Dating App, chat e sexting: l’amore ai tempi del 3.0

Se una volta per trovare l’anima gemella c’erano gli annunci personali, che da qualche parte sopravvivono, suscitando un misto di tenerezza e ilarità, nell’era del web 3.0 anche l’amore è spesso oggetto di una ricerca in rete. A ogni cuore solitario, quindi, la sua app: qualunque sia l’obiettivo, lei ce la mette tutta per rendere la ricerca rapida ed efficace. Che si tratti dell’avventura di una notte o del grande amore, voglia di conoscere qualcuno con gli stessi interessi o semplicemente per fare sexting, c’è solo una cosa da fare subito e su due piedi… anzi due: download and stay tuned!

 

Evergreen: Tinder

24 lingue per oltre 50 milioni di utenti – che dovrebbero diventare 100 entro la fine dell’anno –  e 1.5 miliardi di profili: la app che punta su appartenenza geografica e profilo Facebook è senz’altro la più conosciuta, anche se non la più scaricata. L’algoritmo dell’applicazione elabora le informazioni proponendo profili selezionati in base a età, distanza in chilometri e interessi personali. Per chattare, è necessario che il gradimento, espresso con un clic anonimo – “cuoricino” – sul profilo prescelto, venga ricambiato. Tinder Plus, lanciata recentemente, è la versione premium dell’app,  con  alcune funzioni aggiuntive:  “Rewind”, per ripescare una scelta scartata in precedenza e “Passport”, pensata per i viaggiatori (permette di modificare la propria zona di appartenenza mentre si è ancora in viaggio).  Il costo maggiorato per gli over 30, però, ha allontanato molti utenti.

 

Sei abbastanza hot?

Nata come sito per valutare le immagini caricate dagli altri utenti, Hot or Not è  diventata un’app esplicitamente dedicata al dating, con oltre 150 milioni di utenti mensili: il gioco consiste sempre nel dichiarare “hot” oppure no i potenziali partner. Il meccanismo è molto simile a quello di Tinder: se le reciproche preferenze coincidono, è possibile mettersi in contatto con la propria scelta. Tra le funzioni più interessanti c’è la Hot Lists, che calcola quanto è “hot” una persona basandosi sulla media dei voti di tutti gli utenti e sugli aggiornamenti in real time, che mostrano i profili più interessanti nelle vicinanze.

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To be or not to Be Linked

Amore e carriera: non tutti ci tengono a separarli. L’idea di Be Linked è proprio questa: proporre potenziali partner pescati nello stesso ambiente di lavoro, o almeno all’interno dello stesso business. Collegandosi al social network professionale più famoso, LinkedIn, l’applicazione – definita “Tinder per il lavoro” – utilizza le skill professionali per mettere in contatto persone che, di sicuro, avranno argomenti di cui parlare.

 

Do you Badoo?

Noto da anni come il “Facebook degli incontri”, Badoo ora è anche in versione app per smartphone: farsi notare e contattare dagli altri utenti oggi è ancora più facile. L’iscrizione avviene sempre tramite il profilo Facebook, dal quale vengono estratti i dati salienti come interessi e hobby in comune con il potenziale partner. Molto apprezzata la funzione che consente di accettare inviti e contatti soltanto da utenti “certificati” (ovvero iscritti con dati reali). Altro aspetto positivo, Badoo tutela la privacy non comunicando la tua posizione agli altri.

 

Io ti Lovoo

Con più di 26 milioni di utenti e un picco di crescita di 20mila nuove persone iscritte al giorno, Lovoo è una delle app più usate per cercare partner online. Basta iscriversi alla rete e permettere alla app di accedere alle proprie foto per cominciare a chattare con le persone nella tua zona. Due plus: non serve un collegamento ai social network e la funzione “Match” segnala gli interessi comuni.

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AAA cercasi anima gemella: Meetic

Con più di 40 milioni di utenti in tutto il mondo, Meetic non raggiunge le stesse cifre di Tinder ma lo segue a ruota, specie da quando ha lanciato la propria app. Nata dallo storico sito – il primo per incontri nel nostro Paese, a quanto dichiara – l’app di Meetic promette di trovare altri single da conoscere. Se si è già iscritti al servizio online, permette di sfruttare il profilo già in uso senza doverne necessariamente creare un altro. A differenza di altre app, Meetic lavora per chi cerca storie a medio-lungo termine. Asternersi perditempo.

 

Come ti vorrei: OkCupid

Partiamo con i plus: OkCupid  non sfrutta il collegamento del profilo con quello già esistente di Facebook, ma chiede di creare un profilo ex novo, con nome utente e password. La app, sottoponendolo a una lunga serie di domande, guida l’utente nella ricerca degli iscritti più in linea con i suoi  gusti e le sue aspettative. Ogni domanda, infatti, prevede una doppia risposta: la prima riguarda direttamente l’utente, la seconda invece è la risposta che vorrebbe desse il potenziale partner. Se il sistema di matching è quindi piuttosto avanzato,  l’interfaccia dell’app è il minus più evidente di OkCupid. La visualizzazione dei profili, infatti, è un po’ complessa e non sempre si riescono a estrapolare le informazioni più interessanti in maniera immediata.

 

Cogli l’attimo: Happn

Spesso l’amore è questione di sguardi, e di momenti da cogliere al volo: quante volte abbiamo incrociato qualcuno che ci ha colpiti e… tac, il momento era già passato, addio! Per chi teme i rimpianti, ora c’è Happn, la app che sfrutta la geolocalizzazione per mostrare tutti i single che si sono incrociati in strada negli ultimi minuti (in un raggio di 250 metri) dando la possibilità di ricontattarli. La base di partenza di Happn quindi è puramente geografica (sì, ma mai sottovalutare il “colpo d’occhio”!): una volta creato il profilo – in modo semplice e veloce – in un secondo tempo è possibile legarlo a Facebook, Instagram e Spotify, così da verificare se si condividono interessi e gusti musicali con la potenziale fiamma incrociata per strada.

 

Potere alle donne: Bumble

L’ingrediente che differenzia questa app da Tinder (con cui condivide la fondatrice, Whitney Wolfe ), è quel briciolo di incertezza  in più. Anche qui la selezione dei possibili partner si basa sul “colpo di fulmine” visivo: l’utente scorre una carrellata di foto di potenziali partner. In Bumble, però, l’iniziativa è lasciata nelle mani delle donne (come nell’analoga Once): avvenuto il matching tra due profili (a lui piace lei e a lei piace lui) sarà lei a decidere se vale la pena iniziare a conoscersi. La donna, infatti, avrà 24 ore di tempo per inviare il primo messaggio, altrimenti il contatto sparirà e non ci sarà più occasione di parlarsi. A lui a questo punto non resteranno che due opzioni: rassegnarsi e cercare un’altra possibile anima gemella, oppure estendere di ulteriori 24 ore la “finestra”, nella speranza che lei decida di inviare un messaggio.

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Se lui cerca lui: Grindr

L’app di riferimento  (più di 4 milioni di iscritti in tutto il mondo) per gli appuntamenti per soli uomini (gay e bisex). Da una griglia di foto nella schermata principale si sceglie la persona più adatta e si comincia subito a chattare.

 

 

Her, l’app per lei

Her, la nuova app riservata alle donne che cercano donne, è il rebrand di Dattch, una delle più famose applicazioni per incontri lesbo. Dopo aver racimolato più di un milione di dollari di finanziamenti, i gestori dell’app hanno deciso di cambiare nome e look. Le caratteristiche salienti sono la geolocalizzazione con l’elenco degli eventi riservati a donne gay e bisex nella zona, e il controllo (assiduo e implacabile) contro l’intrusione degli uomini che cercano una cosa a tre.

 

The Hater in you is the hater in me

Perché andare in cerca di partner coi nostri stessi gusti e interessi, quando si può far coppia con qualcuno che odia le stesse cose che odiamo noi? In un momento in cui essere “hater” non è più un tabù ma anzi (e spesso purtroppo) unisce, qualcuno ha pensato di declinarlo in forma di app. Chiamatelo stupido. Per il resto, Hater funziona come una normale app di dating: si imposta un profilo, e si parte alla ricerca di profili compatibili. Compatibili con le nostre personali idiosincrasie, ovvio!

 

Elisa Pordon

 

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Elisa Pordon

Da circa 20 anni mi occupo di comunicazione ma non mi sono mancate esperienze sporadiche come impiegata catatonica, barista filosofa, PR allo sbaraglio. Il mio grande amore è la scrittura creativa, ma ho trovato nel web copywriting una nuova, appassionante sfida. Sono brava con le parole, ma da sempre le addomestico per produrre fatti, esaminando con cura il contesto e adottando, di volta in volta, la logica più efficace.


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