Le fasi della separazione: dallo shock all’accettazione

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Le fasi della separazione: dallo shock all’accettazione

Le fasi della separazione: dallo shock all’accettazione

Stando ai risultati di una ricerca realizzata da un team di ricercatori della Binghamton University, esistono differenze sostanziali fra uomini e donne nell'affrontare la rottura di una relazione. Questo dipenderebbe da differenze dovute all'evoluzione filogenetica: gli uomini in quanto più competitivi, quando finisce una relazione sentono di aver perso e fanno fatica a far guarire la ferita narcisistica, finchè non tornano a competere, le donne invece hanno più da perdere dall'incontro con la persona sbagliata, soffrono di più prima, ma accettano meglio la fine di una relazione se non è quella "giusta" e si approcciano con maggior rapidità alla selezione di un nuovo partner.

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Ma che cosa succede da quando si paventa per la prima volta l'ipotesi reale della separazione? A livello psicologico si passa attraverso alcune fasi che partono dallo shock iniziale alla elaborazione completa dell'accaduto.

Negazione: "Non può succedere davvero"

La prima volta che si affaccia nella nostra mente l'idea della separazione, la ricacciamo con terrore, quasi ad aver pensato una cosa blasfema. È la fase della negazione dove si rifiuta di accettare che qualcosa dentro il rapporto di coppia si sia rotto definitivamente. Si fanno dei tentativi per far tornare la situazione come era prima, utilizzando a volte anche mezzi subdoli per riavvicinare il partner. Ma quella vocina dentro torna a farsi sentire e non dà tregua fino a quando non la si prende in considerazione. A prevalere in questo periodo sono angoscia e sgomento: non si è ancora pronti a prendere sul serio l'ipotesi di un cambiamento radicale della propria vita.

Rabbia: "Non è giusto"

Con tutto quello che ci abbiamo messo dentro questa relazione, com'è possibile che la vediamo dissolversi come neve al sole? Abbiamo investito, siamo stati felice, ci abbiamo creduto davvero, ma allora perché stare insieme non ha più senso? Ci arrabbiamo con la vita, così ingiusta e crudele, ci arrabbiamo con noi stessi perché non siamo più capaci di stare, di essere quelli di prima, ci arrabbiamo con il partner che non ha fatto abbastanza. È una fase altalenante nella quale si susseguono sfoghi di rabbia con tentativi di allontanamento a improbabili riavvicinamenti e ultime chance.

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Presa di coscienza: "Ciò che è successo mi renderà più forte"

Ad un certo punto capiamo che l'incubo è reale, che qualcosa è andato via per sempre, che il nostro equilibrio di coppia è trapassato remoto, che ci attende un futuro incerto carico di "non so", ma dall'altra parte abbiamo una second life che ci aspetta. Comincia in ogni caso una presa di coscienza che permetterà di affrontare il dolore causato dalla separazione. Si comincia a fare un bilancio di ciò che è accaduto, è la fase dove spesso si decide di andare in terapia per capire meglio.

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Eccoci, ci siamo, stiamo toccando il fondo, tutto sta accadendo realmente e noi sprofondiamo in uno stato sempre più profondo di disperazione, annichilimento e delusione. È finita veramente. Abbiamo la tendenza ad isolarci e a crogiolarci nel nostro malessere. La vita degli altri apparentemente scorre e nessuno sa quanto male stiamo. Siamo soli. Una solitudine diversa da quella di quando stavamo in coppia, una solitudine oltre che psicologica, fisica. Ci sentiamo disperatamente eroici nel nostro dolore, nessuno capisce quanto dolore stiamo affrontando.

Accettazione: "È arrivato il momento di rifarmi una vita"

Poi, un giorno, ci svegliamo, apriamo gli occhi e senza nemmeno accorgercene non stiamo pensando alle rovine della nostra vita. Questo un po' ci spaventa e torniamo con il pensiero ai tormenti degli ultimi mesi, quasi a ricordarci che dobbiamo soffrire ancora: grande amore, grande dolore. È anche questo un modo per dare importanza a ciò che è stato. Ma piano piano il seme della vita nuova germoglia e il nostro cuore riprende a battere, a scaldarsi; gli occhi si staccano dal passato per posarsi sul presente; piccoli nuovi progetti cominciano ad illuminare la via. Giorno per giorno ci coinvolgiamo anche un po' stupiti in questa second life che fino a poco prima non avremmo mai immaginato e diventa la nostra vita.

Conoscere le fasi della separazione, ci aiuta a capire che la vita è in continuo movimento e che anche noi continuiamo ad evolvere. Non ci può essere un equilibrio eterno. Se impariamo a capire che "Non può piovere per sempre" come diceva Brandon Lee ne "Il Corvo" riusciamo ad affrontare i periodi di crisi senza distruggerci la vita.

 

dott.ssa Antonella Besa

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About Author

Psicologa, Psicoterapeuta e Sessuologa. Per lavoro mi occupo di problematiche della coppia nel mio studio a Pordenone (Studio di Psicologia e Sessuologia Dott.ssa. Antonella Besa). Per Noi2 Magazine mi occupo di fare cultura e informazione sull'universo coppia.

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