L’Italia, un paese sempre più childfree

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L’Italia, un paese sempre più childfree

L’Italia, un paese sempre più childfree

Eh già, i tempi cambiano e anche in Italia cresce il numero delle coppie che decidono di non avere figli, le cosiddette coppie "childfree": oggi una donna su 4 varca la soglia dei 40 anni senza avere figli. Venticinque anni fa era solo 1 donna su 10 che superava gli 'anta' senza avere prole. Questo è quanto emerge dalle tabelle contenute nel rapporto annuale dell'Istat. Tra le nate nel 1976 oggi il 24,1% è senza prole, con differenze minime tra Nord e Sud (Nord 25,9%, Centro 25%, Sud 23,5%). Tra le nate nel 1952 invece le donne che a 40 anni, quindi nel 1992, non avevano figli erano il 12,1%.

Molte coppie decidono di non avere figli e la scienza dà loro ragione.

Secondo una ricerca condotta dall’ateneo inglese Open University i matrimoni senza figli sono i più felici perché i partner si sentono più soddisfatti della loro relazione e più apprezzati dall’altro. Quando si è in due si ha più tempo da dedicare all’altro e più energia da investire nel rapporto di coppia. Quando invece si è in tre o più, il tempo scarseggia sempre e si antepongono le esigenze dei figli a quelle della coppia, inoltre anche le risorse energetiche si esauriscono ed è più facile non avere pazienza e litigare. In particolare in Italia, è ancora la donna a portare il carico maggiore dell’essere genitore e di badare alla casa, cosa che può provocare forti stati di stress e estrema difficoltà nella gestione di lavoro, casa, famiglia, coppia.

Coppia childfree: una scelta attuale

Proviamo a fare alcune ipotesi sulle ragioni di questa scelta, al di là delle spiegazioni basate sull’avvento della crisi e sulla comodità di restare a casa con i genitori (che sono sicuramente dati di fatto non discutibili)

  • Si vive solo una volta. Le generazioni nate dopo gli anni 70 sono cresciute nel benessere economico e hanno sostituito la parola “sacrificio” con quella di “qualità della vita”. Questo implica che “stare bene” è diventato il must delle ultime generazioni e l’attenzione al benessere personale viene prima di tutto. Nel momento in cui il cattolicesimo vecchia maniera è venuto a cadere, è venuta meno la convinzione che se ci si sacrifica in questa vita si guadagna il paradiso nella prossima. Oggi si vive una vita sola e si cerca di viverla al meglio.

  • Generazioni di emotion-seekers. Quando si forma una coppia, sempre più spesso è basata sul raggiungimento degli obiettivi personali, sull’indipendenza economica e sul mantenimento dei reciproci spazi di autonomia. In una vita frenetica come la nostra, in cui si vuole fare e provare tutto, gli anni passano così velocemente ed intensamente che nella nostra personale ricerca di obiettivi ed emozioni non abbiamo tempo per mettere al mondo un figlio

  • Un figlio è per sempre. “Fare un figlio” rientra in quei progetti a lungo termine che hanno il sapore del “per sempre” a cui si è sempre più allergici perché danno l’idea di prigione e catene. Un figlio significa perdere l’indipendenza a vita, non sei più solo al mondo. Richiede dedizione, continuità, impegno, mette in crisi le tue certezze e le tue aspettative, ti costringe a vedere i tuoi limiti e a spostare continuamente i paletti, ti coglie in fallo e ti fa sentire fragile, umano, fallibile. Avere un figlio è un’esperienza totale.

  • Fiducia e stima nel partner. Essere genitore significa condividere la patria potestà con l’altro e questo presuppone di avere la capacità di mediare, confrontarsi, rispettarsi, scendere a compromessi e riuscire ad andare oltre il proprio tornaconto personale per la buona crescita del figlio, non abbandonare il campo anche quando si è stanchi. Tutto ciò per lungo tempo e in modo diverso a seconda delle fasi di crescita. È difficile a volte accettare di condividere le scelte e di supportare l’altro anche quando non si è d’accordo.


Fino a poco tempo fa una coppia senza figli veniva compatita e commiserata, al giorno d’oggi in molti casi diventa una scelta. Questa diversificazione delle tipologie di famiglie (monogenitoriali, allargate, single, tradizionali, omosessuali, poliamorose, etc…) credo vada nella direzione di avere la libertà di abbandonare lo stereotipo della famiglia tradizionale per abbracciare un mondo fatto di scelte diverse, non meno dignitose e rispettabili, e sempre più in linea con la personalità e le inclinazioni della persona.

 

dott.ssa Antonella Besa

 

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About Author

Psicologa, Psicoterapeuta e Sessuologa. Per lavoro mi occupo di problematiche della coppia nel mio studio a Pordenone (Studio di Psicologia e Sessuologia Dott.ssa. Antonella Besa). Per Noi2 Magazine mi occupo di fare cultura e informazione sull'universo coppia.

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