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Gli ostacoli del fitness

Partiamo dal presupposto che non sono uno psicologo o uno psicoterapeuta, però già nella mia fresca carriera da personal trainer mi è capitato spesso di ritrovarmi ad avere a che fare con casi più o meno gravi, di “problematiche psicosomatiche”, ostacoli legati al mondo del fitness.

Dalla semplice demotivazione (dovuta al nostro sempre presente amico sconosciuto, STRESS!), a veri e propri casi di bulimia, anoressia e chi più ne ha più ne metta.

Sottolineo che quello che andrete a leggere NON è una trattazione scientifica, ma alcuni consigli a grandi linee su come poter evitare l’instaurarsi di una vera e propria malattia della psiche.

 

MANCANZA DI MOTIVAZIONE

Sicuramente il primo problema che si presenterà a chiunque di voi si approcci per la primissima volta al mondo del Fitness (ma non solo!), sarà proprio la mancanza di motivazione. Al corpo piace risparmiare energie, piace rilassarsi, piace abbondare nel cibo e in tutto ciò che ci soddisfa nell’immediato… Alla società no!

Dipendenza da fitness, quando diventa pericolosa

Quindi, il giorno che vi deciderete, dopo una bella visitina allo specchio del bagno, che è l’ora di mettersi sotto, ricordatevi che le prime settimane il vostro organismo farà di tutto per riportarvi alla vostra “situazione standard” dalla quale sarete partiti: con quel livello di attività fisica quotidiana, quel livello di stress psico-fisico, quel livello di grasso corporeo… Quindi sarà proprio quando vi direte che è arrivata l’ora di mollare, che dovrete stringere i denti e proseguire, motivati da voi stessi o con il rinforzo esterno del vostro personal trainer! Tutti mollano una volta incontrate le prime difficoltà… Ma ricordatevi che voi non siete “tutti”!

Più si andrà avanti nel proprio percorso di ricostruzione fisica e meno questo diventerà difficoltoso in quanto a sopportazione. Non dovrete impostarvi una dieta da zero; vi verrà naturale di mangiare meno junk food e più cibo salutare. Non sentirete più il peso di dovervi allenare; sarà il vostro corpo, i vostri muscoli, a richiedervi il movimento. Non troverete più un peso dovervi ritagliare quei 60 minuti al giorno per recarvi in palestra; li troverete senza alcuna ansia.

Una volta intrapreso e ormai avviato il vostro percorso, ripensate poi a tutti i piccoli (quel bicchiere di prosecco rifiutato al compleanno del collega in ufficio) e grandi sacrifici (l’essere andato in palestra invece di esser rimasto a guardare la finale di campionato tra pizza, birra e patatine) e al tempo che avete dedicato per VOI stessi…

Credo che a nessuno piaccia perdere tempo!

 

PROBLEMI COL CIBO

Si aggiunge un non sottovalutabile comparto di problemi legati al rapporto col cibo.

Più comunemente si assiste al fenomeno “meno mangio, più dimagrisco!” che col passare delle settimane, dei mesi e degli anni, porta l’organismo a catabolizzarsi dall’interno per sopperire alla mancanza di nutrienti dall’esterno. Se non fosse ancora chiaro, sì, stiamo parlando dell’anoressia. Ovviamente per raggiungere livelli veramente preoccupanti di anoressia servono mesi e mesi, con una base psicologica della persona leggermente instabile, magari dovuta a stress emotivo in famiglia, al lavoro, in amore…

Lato B alla Jenn Morel

Il fattore Fitness e anoressia è meno legato di quel che si può pensare dunque, poiché come appena accennato, alla base della sua instaurazione ci saranno sicuramente altri fattori psicologici da tenere di conto. È anche vero però che entrare nel loop “meno mangio, più dimagrisco” è molto facile per l’utente medio e si rischia di ritrovarsi a ingerire la metà delle kcal che sarebbero necessarie (in teoria) alla nostra sopravvivenza, per mesi, senza perdere alcun etto di tessuto adiposo… Anzi!

Ed è qui che spesso e volentieri si instaura il meccanismo quasi opposto all’anoressia: la bulimia!

Perdita di controllo col cibo, dove si va a ingurgitare qualsivoglia tipo di alimento, sfociando anche nel vomito auto indotto. Questa casistica a mio avviso, è molto più correlata al mondo Fitness, dato che ci si può trovare (soprattutto a livelli di atleti amatoriali di un certo livello e/o agonisti) a seguire stili alimentari molto drastici per raggiungere la top form; quindi si instaura in soggetti più “sensibili”, un rapporto “malato” col cibo, dove per 6 giorni a settimana si va avanti a coppe di insalata, petto di pollo e gallette, agognando il 7° giorno dove ci sfonderemo di Big Mc, Tiramisù, Pizza e qualsivoglia altra tipologia di junk food per appagare la nostra voglia di “sgarrare”. Se si aggiungono i sensi di colpa dovuti alla leggera depressione post abbuffata, legata al calo a picco della serotonina, partirà il vomito auto indotto, convinti di rimediare al danno appena fatto… Anche se non sarà così, dato che il cervello avrà registrato che è stata ingerita una certa quantità di cibo e avrà dato quindi tutti gli input necessari alla sua digestione. Una volta venuto a mancare di colpo a causa del vomito, il cervello ricercherà comunque quel cibo per il quale si era prodigato a far digerire e quindi automaticamente lo cercherà di nuovo, portandovi nuovamente ad abbuffarvi non più dopo 6 giorni, ma magari dopo 5!

Purtroppo evitare di entrare o uscire da queste problematiche non è semplice, poiché l’eziologia è varia e intricata. Si deve imparare col tempo a conoscere se stessi. Conoscere i propri limiti, fin dove il nostro organismo è in grado da solo di spingersi. Una volta consci di ciò, cercare di abbatterli lentamente ma con costanza, senza vergognarsi di ricercare l’aiuto altrui.

 

PERENNE INSODDISFAZIONE

Il mondo del Fitness e del Bodybuilding in particolare, è basato sul concetto di “eterna insoddisfazione”!

Come ogni sport che si rispetti, amatoriale o agonistico, si cerca sempre una performance migliore. Così come chi entra in un centro fitness per la prima volta, vuole uscire dalla doccia ogni volta un pochino migliore dell’allenamento precedente. Anche se purtroppo i tempi moderni impongono che si ottengano dei risultati prima di subito, quando si parla di corpo umano, “tutto” e “subito” non potranno mai andare d’accordo.

E qui mi direte: “Eh! Ma c’è la mia amica Sandra che 1 mese è passata da 70 a 65 kg!”

Io vi rispondo: “Wow! Che tipo di dieta avrebbe seguito?!”

“Quella del cavolo al vapore”

Mito da sfatare per le donne in palestra

“Bene! Quanto tempo fa ha seguito questa dieta? Ha mantenuto il peso raggiunto? Non ha avuto alcuna ripercussione sulla salute?”

“…Beh, in effetti in 3 settimane ha ripreso tutto quello che aveva perso e forse qualcosina di più. A distanza di quasi 1 anno se mangia anche una fetta di prosciutto in più ha bruciori di stomaco per un giorno intero, poveretta!”

Scusate il piccolo teatrino, ma mi sembrava idoneo per dimostrarvi la realtà dei fatti.

Ancora di più l’insoddisfazione diventa “pericolosa” quando prendiamo come punto di riferimento modelli fisici assoluti, come un Arnold Schwarzenegger o un più contemporaneo Phillip Heath. Se prendiamo come punti di riferimento atleti di certi livelli È PALESE che rimarremmo delusi dai nostri miseri risultatucci! Lo stesso vale per il genere femminile che magari prende come modelli da raggiungere Michelle Lewin o Ashley Kaltwasser.

Quando si intraprende un percorso di miglioramento (in generale, anche lavorativo!) si deve essere consapevoli del nostro punto di partenza e razionalizzare i nostri risultati in base alle proprie capacità: ci sarà sempre il fenomeno di turno che ad esempio, dopo 3 lezioni di tennis è già in grado di fare una battuta perfetta mentre voi dovete ancora capire da che lato si impugna la racchetta. Provate a sfidarlo in una corsa; magari scoprite che gli fate mangiare la polvere!

Questo per dire che OGNUNO HA IL SUO LIVELLO DI PARTENZA, così come ognuno ha il suo livello DI ARRIVO.

Con le settimane, i mesi, gli anni, ma soprattutto con la costanza e la giusta guida, riuscirete a capire quale e come è la strada più adatta a voi per raggiungere il VOSTRO massimo livello auspicabile.

Poiché siamo tutti delle fantastiche macchine biologiche, ma ognuno ha le sue meravigliose particolarità.

 

Gianni Cecchetti

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Gianni Cecchetti

Toscano, classe 1991, appassionato di fitness. Vengo principalmente dal nuoto e dalla kick-boxe, dove ho vinto un titolo internazionale all'interno della mia federazione. Gli studi (con la "S" maiuscola) inerenti il mondo del fitness, sono iniziati nel 2011 con la Federazione Italiana Fitness, grazie alla quale mi tengo costantemente aggiornato. Nel 2014 ho intrapreso il percorso universitario alla facoltà di Scienze motorie con l'intento di proseguire nel ramo della nutrizione. Sostengo l'applicazione del buon senso nell'attività fisica, nell'alimentazione e nel lifestyle in generale.


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