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Come riconoscere un amore malato?

A chi non è mai capitato di incontrare nella sua vita un amore difficile? Forse solo di sfuggita, magari è durato un po’ lasciando poi l’amaro in bocca, oppure è quello attuale e ci si è talmente immersi che non ce se ne rende nemmeno conto. E allora come riconoscerlo?

In genere, l’amore complicato e malato ha alcune caratteristiche “tipiche” che lo distinguono dalla relazione sana, serena e felice. Ne elenchiamo le più evidenti:

1. Sono certo/a che cambierà

In questo caso il rapporto è tutt’altro che reale, ma basato sulla più completa fantasia. Questo tipo di atteggiamento è tipico delle donne che sono convinte di poter cambiare un uomo e farlo diventare il Principe Azzurro tanto sognato. Niente di più sbagliato: una relazione che si basa su quello che potrebbe essere se lui o lei fossero diversi non ha presupposti di sanità o equilibrio. Casi diffusi sono quelli di lei che “se lui lasciasse la moglie, oppure “se non avesse così paura ad impegnarsi. Insomma, ci si innamora di ciò che il partner rappresenta, di un ideale che difficilmente corrisponde alla persona reale; si vive in attesa che qualcosa accada e che il partner si decida a cambiare grazie a tutto l’amore incondizionato e al sacrificio fatto per lui/lei. Un insensato martirio/suicidio, visto che è quasi impossibile che lui/lei si trasformi in ciò che non è.

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2. È una relazione che fa stare male, fa soffrire

Se all’interno del rapporto di coppia c’è sempre una particolare tensione che provoca dolore e sofferenza, allora c’è qualcosa che non va. La parola chiave è SEMPRE: non si parla di momenti, brevi crisi, litigi o incomprensioni che durano un lasso di tempo limitato, ma di una situazione di disagio che si protrae nel tempo e diventa la caratteristica principale della stessa relazione. In un rapporto sano, l’amore aiuta a riparare e rigenerare la sintonia fra i partner per giungere alla risoluzione dei conflitti. Se ciò viene a mancare, si hanno forti ripercussioni sia sul benessere psicologico, sia sull’autostima dei due. Il malessere perdura e provoca insicurezza, depressione, mancanza di stimoli al di fuori del contesto relazionale (ad es. al lavoro) e incapacità reattiva finalizzata nel fine alle sofferenze e quindi al rapporto. Ad esempio, la relazione con un narcisista.

3. Rigidità dei ruoli all’interno della coppia

Quando nella coppia i partner assumono ruoli troppo definiti e le dinamiche si irrigidiscono, viene a mancare l’intercambiabilità necessaria per un rapporto felice. Quest’ultimo si distingue per la facilità e l’elasticità con cui i partner assumono differenti per l’altro: amico, amante, confidente, punto di riferimento in caso di problematiche di salute, compagno. Nel momento in cui la fluidità manca e i due si ritagliano dei ruoli fissi e immobili si rientra nella specifica di una relazione malata. Alcuni esempi:

  • i ruoli sono fermi alla dinamica genitore/figlio. Lei è la moglie bambina, lui il padre padrone. Assenza totale di sessualità.
  • i partner sono bloccati nei ruoli di mamma e papà dati dai figli. Anche fra di loro si chiamano “mamma” e “papà” e ciò che unisce i due è solo l’essere genitori. Assenza di rapporti sessuali.
  • Il fuggitivo e l’inseguitrice: lui è sfuggente anche nell’intimità e lei lo rincorre e lo cerca sempre.
  • la prepotente e il sottomesso: la comunicazione come ogni altro aspetto della relazione è impregnata della sua prepotenza, mentre lui si elimina e sottosta ad ogni sua richiesta.
  • gli eterni litiganti: ci sono continuamente conflitti che non portano a nulla e il litigio sembra essere diventato l’unico strumento di comunicazione. Fondamentalmente ognuno fa la propria vita (anche tradendo l’altro), regolata da incontri/scontri con il partner e sessioni sessuali arrabbiate ma soddisfacenti che giustificano la relazione.

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4. Umiliazione = Amore

Ci son rapporti di coppia che vengono costruiti su disequilibri. Il maltrattamento fisico e psicologico del partner viene a volte da quest’ultimo interpretato come un “gesto d’amore” quando è tutt’altro. La logica che si innesca si basa su un atteggiamento di freddezza, allontanamento e volontà di distacco del primo, e una conseguente reazione opposta dell’altro, che si coinvolge sempre più a livello sentimentale e si aggrappa in modo umiliante alla relazione.

5. La relazione è in stallo

La mancata evoluzione del rapporto negli anni ne pregiudica la longevità. Le coppie in stallo che non si decidono alla definizione stabile del rapporto, alla convivenza, al matrimonio, ai figli, ma restano per lungo tempo delle semplici frequentazioni sono destinate a morire.

6. Prima ti odio e poi ti amo

Questo tipo di rapporto cresce sul terreno accidentato dell’ambivalenza affettiva. Sentimenti positivi verso il partner si alternano a quelli negativi in modo repentino e continuo. Ne si è attratti e poi si prova repulsione nei suoi confronti, anche a livello sessuale. Non c’è serenità, soltanto una dipendenza affettiva inscindibile che convive con la totale sfiducia nel rapporto e un infinito decalogo di commenti negativi nei suoi confronti.

 

Ciò che può aiutare a riconoscere che il rapporto di coppia in cui si sta vivendo non è sano e che il partner non è compatibile con tale realtà, è prima di tutto una necessaria maturità psicologica ed emozionale. Se uno dei due non è cresciuto a livello emotivo e non ha in sè le capacità per comprendere le dinamiche relazionali, difficilmente in coppia potrà portare serenità. La sua mancanza di equilibrio sarà fatale.

Non deve essere data per scontata la capacità di amare, dato che ci sono casi, come il narcisismo, in cui stabilire delle relazioni affettive positive è praticamente impossibile.

Spesso la persona che in precedenza ha avuto una relazione “normale”, ha poi incontrato il nuovo partner e con lui/lei si è accesa una dinamica insana a causa di problematiche irrisolte e latenti in entrambi, che la vicinanza ha stimolato a rendere invece evidenti. Succede ad esempio fra masochista e sadico, gli aspetti disfunzionali del primo alimentano quelli dell’altro.

 

 

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