Il silenzio degli adulti, ovvero la paura della parola “sesso”

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Il silenzio degli adulti, ovvero la paura della parola “sesso”

Il silenzio degli adulti, ovvero la paura della parola “sesso”

[quote]Parlare di sessualità è importante perché la sessualità non è solo un fatto naturale, ma anche un fatto culturale per il quale è possibile l'apprendimento e necessaria l'informazione. I genitori e gli adulti spesso hanno scelto il silenzio su questo argomento, ma il silenzio crea censure e tabù e condiziona in senso negativo i processi di crescita. Sul silenzio degli adulti si inseriscono al contrario i molteplici messaggi del mondo esterno, che trasmettono contenuti ed informazioni sbagliate, paurose o straordinarie.

(Roberta Giommi, "Programma di Educazione Sessuale")[/quote]

L'educazione sessuale è tabù

Nella mia pratica quotidiana ho a che fare spesso con genitori che a vario titolo mi fanno domande sul comportamento sessuale dei propri figli, le fanno a me perché nella loro vita quotidiana si vergognano di farle al proprio partner, o a familiari ed amici. Anche nella mia vita normale ho spesso a che fare con genitori/amici che mi prendono in disparte e mi sussurrano sottovoce se è normale che il proprio figlio faccia questo o quello. Ma difficilmente questi argomenti diventano argomento di confronto di gruppo, come lo sono ad esempio i compiti per casa o lo sport. La sessualità, nonostante appartenga alla nostra vita come il mangiare, il dormire, l'ammalarsi etc… viene relegata nel silenzio e nel tabù.

Da qui è nata l'idea di fare degli incontri di educazione sessuale per genitori dal titolo "Keep calm and … spiega il sesso a tuo figlio", proprio per sdoganare anche questi argomenti e contribuire a debellare la vergogna che continua ad ammantare il suddetto ambito. Con molta sorpresa ci siamo trovati di fronte ad alcune resistenze che fanno emergere tabù più o meno consapevoli sull'argomento "sessualità".

La parola "sesso" fa paura

Una signora ha chiamato per avere informazioni sugli incontri "Keep calm and…": non è riuscita a finire il titolo. Accade spesso che nonostante ci sia la parola "sesso", ben precisa e chiara, si facciano mille giri ed allusioni per far capire che di quello si parla senza dirlo esplicitamente. Ma quanta paura fa una singola parola?

E questo lo capiscono chiaramente anche i bambini, che hanno un'antenna particolare per cogliere tutto ciò che noi vorremmo non cogliessero, dalle "tette" nelle pubblicità di biancheria intima, alla parola "sesso" in una scritta in TV. Per non parlare di quando vedono gli spot sui preservativi (non in fascia serale, ma alle due del pomeriggio su Italia1!) e sugli assorbenti, o quando nel bel mezzo di un film commedia ci sono due persone a letto seminude. Tempo un nanosecondo e partono le domande: "A cosa serve? Cosa fanno? Perché sono nudi?".

Alzi la mano chi, a partire da me, non si è mai trovato in imbarazzo nel fornire una risposta veritiera, ma alla loro (e alla nostra) portata. Questi pochi esempi per far capire che siamo noi adulti spesso a non essere pronti ad affrontare l'argomento e mettiamo la testa sotto la sabbia con la scusa che "tanto sono ancora piccoli". Il mondo fuori però non aspetta e continua a mandare messaggi sulla sessualità (molto spesso stereotipati, morbosi e violenti), che senza filtro educativo vanno a colpire i nostri figli.

 [quote]I ragazzi sanno tutto. E se non sanno si informano, non sono scemi.[/quote]


La frase sopracitata è un commento scritto su Facebook alla nostra iniziativa. Il pregiudizio di fondo che traspare da questa frase è che siccome ci sono molte informazioni sulla sessualità facilmente fruibili da tutti, allora questo basta per fare educazione sessuale e quindi non è necessario l'intervento degli adulti, sia genitori che "educatori".

Al di là delle informazioni sessuali tecniche, in questo campo si trasmettono valori e principi, la concezione della responsabilità, ma anche del piacere e della libertà. Parlare seriamente di sessualità consente agli adulti di verificare le informazioni, di aiutare i ragazzi a inserire la sessualità nel progetto di vita, come progetto di benessere e a discriminare fra un sesso buono e un sesso cattivo.

Non contano solo le informazioni che si hanno, ma come vanno usate, ed in questo i genitori sono inevitabilmente in prima linea, sia che lo vogliano fare adeguatamente e con consapevolezza, sia con il silenzio, l'assenza e l’esempio inconsapevole.

[quote]Tutto quello che una volta era normalissimo compito espletato dai genitori oggi è a pagamento e a tempo complimenti alla nostra civiltà.[/quote]


Ho scelto questo altro commento scritto su Facebook per evidenziare un altro dei tipici alibi che vengono utilizzati ai giorni nostri per relegare l'educazione sessuale dentro un cassetto: pensare che siccome una volta si faceva in un modo, bisogna fare sempre così e che se c'è un cambiamento è negativo.

Ulteriormente, la persona che ha scritto questo commento afferma che: "...era normalissimo compito espletato dai genitori...".

Io non so quante persone adulte oggi hanno ricevuto un'adeguata educazione sessuale dai propri genitori, o se non adeguata almeno rudimentale. Una volta non c'era internet e non c'erano programmi televisivi disinibiti/violenti/crudi come quelli che vanno in onda oggi, al limite c'era il Postalmarket, il Vestro o per i più audaci qualche giornalino pornografico. La sessualità seguiva il ritmo della natura e della religione.

Al giorno d'oggi, gli stimoli sessuali sono tantissimi e quindi l'intervento di orientamento che necessita da parte dei genitori è più articolato e complesso e molto spesso i genitori che hanno vissuto la loro sessualità con gli insegnamenti di "una volta" non conoscono (proprio perché loro stessi non ne hanno avuti) strumenti adeguati per accompagnare i loro figli in questa complessità a volte pericolosa.

Molte cose al giorno d'oggi nell'educazione dei figli è demandata all'esterno della famiglia, dalla scuola al tempo libero (ad esempio una volta i bambini giocavano in piazza, oggi vanno a fare uno sport). È una scelta dei genitori su cosa investire. Come per altri ambiti, anche in quello della sessualità ogni genitore è libero di scegliere che cosa fare per i propri figli, se informarsi/formarsi, piuttosto che mettere la testa sotto la sabbia e fare silenzio.

Come professionista ritengo che l'ambito dell'educazione sessuale sia preso troppo spesso sottogamba ed il fatto che non se ne parli o se ne parli poco non vuol dire che poi i frutti di un'inadeguata crescita sessuale non provochino sofferenza e disagio nella vita delle persone… sofferenza e disagio sotto forma di silenzio, vergogna, senso di colpa, aggressività, ignoranza.

Un uxoricida di oggi è un uomo cresciuto con una mal-educazione di ieri.


 

dott.ssa Antonella Besa

 

 

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Psicologa, Psicoterapeuta e Sessuologa. Per lavoro mi occupo di problematiche della coppia nel mio studio a Pordenone (Studio di Psicologia e Sessuologia Dott.ssa. Antonella Besa). Per Noi2 Magazine mi occupo di fare cultura e informazione sull'universo coppia.

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