La sindrome di Cenerentola: quando si ha paura della propria indipendenza

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La sindrome di Cenerentola: quando si ha paura della propria indipendenza

La sindrome di Cenerentola: quando si ha paura della propria indipendenza



Diventare indipendenti e trovare in modo autonomo la propria strada non è così scontato.
Ci sono donne, per esempio, che inconsciamente cercano in continuazione sostegno dagli altri, desiderano essere curate e accudite perchè hanno paura di raggiungere la loro indipendenza. Rientrano nella casistica descritta dalla scrittrice e ricercatrice Colette Dowling nel libro intitolato "Il Complesso di Cenerentola": vittime del loro stesso timore di diventare indipendenti, queste donne come la protagonista della fiaba sono giovani, belle, istruite, educate, lavoratrici che però hanno bisogno di una "forza esterna" che le aiutino e le portino in salvo da una condizione in qualche modo triste. Anche se all'apparenza dimostrano di avere tutte le carte in regola per diventare donne adulte e indipendenti, segretamente aspettano con ansia l'arrivo del "principe azzurro", o meglio un uomo che acquisisce tratti fortemente idealizzati, che le salvi e si prenda cura di loro.

La donna con la sindrome di Cenerentola è la vittima ideale di un partner dalla forte autostima. Infatti, la sua controparte è generalmente un uomo con la "sindrome del cavaliere bianco" o un narcisista: entrambi approfittano delle insicurezze della compagna per manipolarla e portarla a fare ciò che lui desidera.

Cenerentola ha la necessità di essere cavallerescamente salvata, curata e coccolata da qualcuno e questo atteggiamento la mette in una posizione rischiosa in quanto facile bersaglio di persone che alimentano la propria autostima soccorrendo chi è in difficoltà o manipolando le persone a conferma del proprio valore, la propria onnipotenza e di un ego smisurato.

Amare un narcisista


È un gioco psicologico sottile ma che fa leva sul disagio della donna a stare da sola, sebbene sia perfettamente abile a gestire autonomamente la sua vita. Il "principe salvatore" dà il via alla dinamica psicologica con l'intento di tutelare la sua partner indifesa e affermando "Sto solo cercando di aiutarti"; il passo successivo è trasformarsi nel suo "persecutore": cominciano le critiche, le frasi e i gesti che tendono a svalutare e sminuire le capacità di Cenerentola con l'obiettivo di relegarla in un angolo ed evitare che acquisisca sicurezza e autonomia. Lei conferma a lui la sua incapacità a stare da sola e lui dà respiro al suo senso d'essere indispensabile.

È la società odierna a incoraggiare questo tipo di legame, visto che è diffuso sia il concetto di sottomissione della donna all'uomo, sia l'idea che al donna sia meno valevole dell'uomo. Anche in ambito professionale è palese la maggiore difficoltà della donna a realizzarsi in termini di carriera e a ricoprire cariche importanti con retribuzioni paritarie. Le limitazioni all'autonomia femminile sono anche il risultato di una società maschio-centrata o maschilista. In ogni caso, il complesso di Cenerentola non è esclusivo delle donne, dato che ci sono molti casi di uomini spesso intimoriti da una società altamente competitiva.

È necessario ricordare che la vita non è una favola e non esistono uomini o donne perfetti a cui appoggiarsi per evitare di prendersi la responsabilità di crescere. Bisogna imparare a fidarsi e nello stesso tempo impegnarsi a diventare autonomi: ciò richiede sicuramente uno sforzo che deve essere affrontato con consapevolezza perchè non si nasce indipendenti, lo si diventa crescendo e con l'acquisizione di competenze. Raggiungere l'indipendenza significa affrontare rischi e superare le proprie paure, ma anche acquisire la capacità di prendere delle decisioni e conquistare degli obiettivi.

L'indipendenza non è incompatibile con una relazione affettiva se quest'ultima è basate sull'inter-dipendenza ossia sul reciproco sostegno, sul rispetto e sulla valorizzazione delle risorse individuali. Il partner deve essere un punto di riferimento per un sano confronto finalizzato alla crescita personale di entrambi. All'interno di una relazione sana si creano dinamiche di scambio che aiutano ad apprendere modalità nuove che il partner possiede ed ama mettere a disposizione della persona a cui vuole più bene.


 

dott. Maurizio Sgambati

 

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About Author

Psicologo Psicoterapeuta ed Analista Transazionale Certificato. Effettuo attività di consulenza psicologica e psicoterapia come libero professionista in privato privilegiando le problematiche del singolo adulto. Collaboro con alcune associazioni di promozione sociale offrendo formazione e supervisione professionale. Per Noi2 Magazine scrivo articoli di taglio psicologico riguardanti il mondo delle relazioni.

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