Sifilide: in Italia +400% dal 2000. Malattia e impatto sulla coppia

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Sifilide: in Italia +400% dal 2000. Malattia e impatto sulla coppia

Sifilide: in Italia +400% dal 2000. Malattia e impatto sulla coppia

Se parliamo di malattie sessualmente trasmesse (Mst), dobbiamo confrontarci con la dura realtà dei dati che sono emersi nell'ultimo Congresso ADOI (Associazione dermatologi ospedalieri) a Roma lo scorso ottobre: diversamente da come è comune pensare, sono sempre più diffuse, addirittura con il riemergere di patologie che sembravano scomparse come la gonorrea, che ha visto quasi raddoppiare i casi in Europa tra il 2008 e il 2013 e la sifilide, che in Italia è cresciuta di oltre il 400% dal 2000.


L'allarme è forte: ogni anno nel mondo l'impatto delle quattro malattie sessuali più diffuse (Herpes Simplex 2, Sifilide, Gonorrea e HIV) corrisponde a 498,9 milioni di nuovi casi. Vale a dire che ogni giorno oltre un milione e mezzo di persone si ammala per una di queste patologie. E in Italia, secondo i dati dell'ISS (Istituto Superiore della Sanità), negli ultimi anni i casi di malattie sessualmente trasmesse sono sempre stati in aumento (dai circa 3.500 del 2006 ai circa 6.500 del 2013), registrati soprattutto tra gli italiani e i maschi.


Approfondiamo ora le informazioni sulla sifilide, che ha visto un picco vertiginoso: su 1.000 persone, nel 2000 ne soffriva 1. Nel 2017 a soffrirne sono ben 400.


Che cos'è?


La sifilide è una malattia infettiva causata dal batterio Treponema Pallidum, un batterio scoperto da Fritz Schaudinn e Erich Hoffmann agli inizi del secolo scorso. Si riconduce la diffusione in Europa alla fine del '400, con il ritorno dei marinai di Cristoforo Colombo dalle Americhe.


Come si trasmette/si contrae?


In generale, il contagio avviene qualora vi sia un contatto tra i batteri e la mucosa o una ferita. Si parla di sifilide acquisita, qualora si venga contagiati dopo la nascita. In questo caso, la trasmissione principale avviene per via sessuale (60% dei casi), oppure entrando in contatto con oggetti apprtenenti ad una persona che ne è portatrice (rasoi, siringhe, tamponi, etc), oppure nel caso in cui si abbia una lesione che entra in contatto con il sangue della persona infetta.


Si parla di sifilide congenita, qualora si contragga prima della nascita o durante la nascita stessa, qualora la donna incinta abbia avuto un'infezione recente. In questo caso, la trasmissione avviene attraverso la placenta, perchè il feto entra in contatto con il sangue materno infetto.


Quali sono i sintomi?


La sifilide presenta 4 stadi:





  • primaria: in cui avviene il contagio. Il batterio ha un periodo di incubazione di circa 3 settimane. Il primo sintomo compare dopo 45 giorni e si manifesta attraverso un nodulo di colore rosso indolore nella zona in cui è avvenuto il contagio (pene, vagina, bocca, ano, areole mammarie). Questo va in breve tempo incontro ad ulcerazione, causando una ferita (che regredisce in 25-45 giorni).




  • secondaria: in questa fase la persona comincia a manifestare delle eruzioni cutanee diffuse e molto pruriginose, febbre, ingrossamento dei linfonodi, cefalea. Talvolta il batterio interessa anche i bulbi piliferi, causando alopecia e diradamento delle sopracciglia. La fase secondaria può durare da circa 60 giorni fino a 2 anni. In seguito, può o guarire spontaneamente o entrare in una fase latente o passare all'ultimo stadio.




  • latente o tardiva: questa fase è asintomatica e si può diagnosticare solo facendo dei test diagnostici specifici per valutare la siero positività al Treponema.




  • terziaria: vi è la comparsa di manifestazioni viscerali o cutanee, per lo più nervose e cardiovascolari, che possono colpire i vari apparati (uditivo, digerente,…) portando, nei casi più gravi, alla morte.




Alla comparsa dei primi sintomi è importante rivolgersi al medico, in modo da intervenire sulla malattia il prima possibile.


Come si previene?


Attualmente non esiste un vaccino per la sifilide. È fondamentale, quindi, utilizzare delle misure precauzionali, al fine di evitare il contagio o la trasmissione della malattia. Ecco alcuni importanti suggerimenti:






  • Omosessualità e benessere sessuale

    usare sempre il preservativo durante i rapporti, sia nel caso di rapporti occasionali che con un partner stabile. Questo vale anche nel caso in cui la partner usasse altri metodi contraccettivi (quali pillola, spirale, diaframma, cerotto, etc,) poiché solo il profilattico impedisce la trasmissione della malattia. In ogni caso, nemmeno esso è sicuro al 100%, quindi evitare dei rapporti intimi con le persone infette sarebbe la scelta migliore;




  • evitare di entrare in contatto con oggetti che possono essere contaminati da sangue infetto (come siringhe, lamette, cerotti, etc);




  • effettuare le analisi del sangue se si hanno avuto dei rapporti non protetti con una persona infetta o se si hanno delle avvisaglie della malattia;




  • nel caso in cui gli accertamenti diagnostici mostrino un esito positivo, occorre avvisare i partner con cui si hanno avuti rapporti occasionali nell'ultimo anno;




  • effettuare dei test di screening durante il primo trimestre della gravidanza.




In ogni caso, ad oggi la sifilide ha una buona possibilità di cura, soprattutto qualora si intervenga precocemente.


Che impatto ha sulla coppia?


È fondamentale avvisare il proprio partner nel caso in cui si abbia avuto una diagnosi di sifilide. In questo modo, potrà sottoporsi alle cure necessarie per prevenire l'insorgere della malattia o potersi curare nel caso l'abbia contratta.


Una diagnosi di sifilide può impattare pesantemente sulla coppia, stravolgendo gli equilibri e le abitudini precedenti. Per questo motivo, potrebbe essere utile rivolgersi a delle associazioni del territorio che si occupano specificatamente di tale patologia o intraprendere una terapia coppia. Anche i gruppi di auto-mutuo aiuto possono essere utili per poter condividere con altre persone le proprie difficoltà e preoccupazioni, nonché affrontare efficacemente il ciclo di cure.


È importante non affrontare da soli la malattia, ma di condividere il percorso con il parnter, in modo da trovare delle strategie condivise e vivere il quanto più seneramente possibile il rapporto e la sessualità.


In famiglia?




Il silenzio degli adulti, ovvero la paura della parola "sesso"

È fondamentale parlare di prevenzione sicura ai propri figli. Solo in questo modo, infatti, potranno trovare delle strategie adeguate per evitare di contrarre malattie sessualmente trasmissibili o di contagiare altre persone, qualora abbiano una forma di sifilide congenita. Non favorire un dialogo sull'argomento non solo può sottoporre loro a maggiori rischi, ma anche le persone che verranno in contatto con loro, qualora siano portatori della malattia.


Nel caso in cui il proprio figlio sia portatore della malattia, potrebbe essere utile concordare delle misure precautive con il medico curante, nonchè affrontare il tema dell'educazione affettiva e sessuale con uno psicologo. Qualora se ne senta la necessità, potrebbe essere utile richiedere una terapia familiare, in modo da lavorare su tutto il sistema efficacemente ed in maniera condivisa.


dott.ssa Giulia Parise


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About Author

Mi sono laureata in Psicologia Clinica a Padova nel 2014, attualmente mi occupo di ricerca ed informazione su tematiche inerenti ai Death Studies, lutto e fine vita. Nel mio lavoro cerco di conciliare la scientificità propria della formazione con la potenzialità espressiva e creativa dell'arte, con lo scopo di favorire l'elaborazione di un pensiero critico e professionale.

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