Coppia ed infertilità: se il baby boom è in provetta

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Coppia ed infertilità: se il baby boom è in provetta

Coppia ed infertilità: se il baby boom è in provetta

In Italia si fanno pochi figli e, se si fanno, si fanno tardi. Tra i molti motivi alla base di questo trend, anche l’infertilità sempre più diffusa, femminile e maschile. Se per le donne le cause più frequenti sono la sindrome dell'ovaio policistico, l'endometriosi e la menopausa precoce, gli uomini sono colpiti in particolare da alterazioni testicolari, dell'eiaculazione e da patologie della prostata. Per i soggetti di sesso maschile, un problema in più è rappresentato da una certa disattenzione - se non avversione - nei confronti dei controlli e della prevenzione. Risultato: sempre più coppie per avere un figlio ricorrono alla procreazione medicalmente assistita (PMA), che nell'ultimo decennio è spesso diventata l'unica soluzione.

Fecondazione assistita, tempi di attesa nei centri pubblici


Secondo le statistiche, l'infertilità colpisce allo stesso modo i due sessi e circa il 15% delle coppie incontra questo problema (sia negli uomini, sia nelle donne la percentuale di infertilità sta arrivando al 35%): in effetti, se ci guardiamo attorno, tutti conosciamo qualcuno che è dovuto ricorrere alla PMA. Se nel 20% dei casi la difficoltà di concepimento è il risultato della combinazione di fattori legati a entrambi i partner, per una percentuale identica non si individua nessuna anomalia: è il caso della cosiddetta "infertilità idiopatica". Il fenomeno generale è in crescita, e secondo l'ISS (Istituto Superiore della Sanità) quasi il 20% delle coppie future nel giro di un paio di anni incontrerà problemi riproduttivi e, di queste, il 4% sarà afflitto da "subfecondità", vale a dire capacità riproduttiva di 3-4 volte inferiore alla norma.

L'infertilità nella donna

Per le donne, le principali cause di infertilità hanno a che fare con alterazioni alle tube di Falloppio (25%), che impediscono all'ovulo fecondato di raggiungere normalmente l'utero. Anche le irregolarità del ciclo o la totale assenza di mestruazioni dovute alla sindrome dell'ovaio policistico, che colpisce circa il 20% delle donne, porta a difficoltà nel concepimento. Un fattore importante di infertilità è poi l'endometriosi (40%), che interessa circa il 10% della popolazione femminile, e fa registrare un tasso di gravidanza naturale inferiore al 2%: chi soffre di questa patologia è un campione molto significativo di coloro che si affidano alla fecondazione assistita.

Quando colpisce lui

Sessualità e comunicazione


È in aumento esponenziale, del resto, anche l'infertilità maschile. In questo caso, un fattore molto significativo è la tendenza (90%) a non fare alcun tipo di prevenzione e a consultare uno specialista sempre e solo quando ci sia un sospetto concreto di patologia. Secondo una recente ricerca, infatti, più del 50% degli uomini evita la visita specialistica anche dopo una diagnosi di infertilità. Quest'ultima è in genere dovuta ad anomalie del liquido seminale, come l'assenza di sperma (aspermia), la scarsità di spermatozoi (azoospermia), oppure la motilità ridotta degli stessi (astenospermia). Secondo una ricerca condotta su oltre 40.000 pazienti dalla Hebrew University di Gerusalemme, il maschio occidentale ha sempre meno spermatozoi: dal 1973 al 2011, infatti, si sarebbe registrato un calo del 52,4% nella concentrazione dello sperma. Sembra che le cause principali siano lo stress, il fumo, l'obesità e l'esposizione a fattori inquinanti. Se i fattori correlati al liquido seminale sono i principali responsabili dell'infertilità maschile, un certo ruolo è attribuibile anche ad anomalie strutturali come il varicocele, che causa il problema al 30% circa degli uomini che ne soffrono.

In ogni caso, non aspettare

Resta il fatto che uno dei fattori principali dell'aumento dell'infertilità è il ritardo con cui le coppie riconoscono il problema e si rivolgono a un centro specializzato. La cosa è molto evidente anche nel nostro Paese: secondo uno studio del 2013 il tempo che passa tra la presa di coscienza e il primo consulto è di oltre un anno, mentre passano 10 mesi tra la prima visita e l'avvio di un percorso specifico di cura.

 

Elisa Pordon

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Da circa 20 anni mi occupo di comunicazione ma non mi sono mancate esperienze sporadiche come impiegata catatonica, barista filosofa, PR allo sbaraglio. Il mio grande amore è la scrittura creativa, ma ho trovato nel web copywriting una nuova, appassionante sfida. Sono brava con le parole, ma da sempre le addomestico per produrre fatti, esaminando con cura il contesto e adottando, di volta in volta, la logica più efficace.

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