Infertilità e lutto: quale correlazione?

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Infertilità e lutto: quale correlazione?

Infertilità e lutto: quale correlazione?

Infertilità, sterilità e procreazione medicalmente assistita: facciamo chiarezza tra questi termini!

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si parla di sterilità quando uno o entrambi i partner sono affetti da una condizione fisica permanente che non rende possibile la procreazione e di infertilità quando la coppia non è stata in grado di concepire e di procreare dopo un anno o più di rapporti non protetti.

Per cercare di intervenire sull'infertilità sempre più coppie ricorrono a degli aiuti medici, che prendono il nome di procreazione medicalmente assistita (PMA), di cui fanno parte la stimolazione ovulare, l'inseminazione artificiale e la fecondazione in vitro (FIVET), la manipolazione esterna degli ovociti e degli spermatozoi (ICSI). In partcolar modo, queste ultime due tecniche sottopongono la coppia a protocolli rigidi, con frequenti visite e diverse terapie da assumere, che comportano alti livelli di stress.

Non sempre, purtroppo, queste tecniche vanno a buon fine ed in quel caso i due partner si trovano ad affrontare un vero e proprio lutto.

Infertilità e lutto: quale correlazione?

Il lutto nella coppia


Secondo Righetti, psicologo e studioso di questo argomento, l’infertilità di coppia comporta alti livelli di depressione, insoddisfazione ed isolamento sociale; può impattare sul benessere e l’equilibrio individuale e della coppia stessa. In particolare, i sintomi tendono ad aumentare ogni qual volta un protocollo medico non porti i risultati desiderati.

Egli sostiene che la mancata possibilità di generare venga vissuta dai parnter come una lutto su più fronti. Essa rappresenta la perdita del figlio desiderato ed immaginato, della loro opportunità di diventare genitori, della trasmissione del proprio patrimonio genetico, della funzionalità sessuale, della soddisfazione coniugale, del controllo sui propri organi riproduttivi e del senso di normalità.

Che conseguenze nella coppia?

Alcune conseguenze possono essere:

  • il chiudersi sempre più in se stessi e di escludersi dalle attività sociali, a causa dell’effettiva o temuta incomprensione da parte delle altre persone e dalla mancanza di empatia di familiari e amici.

  • che l'infertilità diventi il punto focale dei loro discorsi e compiti quotidiani, spesso con l'esclusione di altri aspetti importanti della vita.

  • un vissuto depressivo nelle donne,

  • negli uomini una scarsa autostima.

  • temporanea interruzione della soddisfazione coniugale a causa della programmazione precisa dei rapporti. Ciò ha un effetto negativo sul desiderio e sulla funzione sessuale, in quanto il sesso viene vissuto come un atto meccanico e non come un momento di piacere ed intimità di coppia.


Alcuni studi a riguardo

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Vi sono diversi studi riguardanti le ripercussioni psicologiche della PMA con esito negativo sulle coppie. Essi permettono di capire quanto sia importante il sostegno psicologico durante l'intero protocollo.

Berg e Wilson, ad esempio, hanno condotto uno studio che mostra come il perdurare nel tempo dei trattamenti d'infertilità possa aumentare significativamente i livelli di stress nelle coppie. Dallo studio emerge che nel breve termine, lo stress ha un impatto sul funzionamento psicologico del singolo individuo, con una fase acuta che tende a calare dopo il primo anno. Nel lungo termine, si evidenza una fase cronica di graduale compromissione del coping di coppia, a seguito dei ripetuti fallimenti. Studi successivi hanno confermato questi risultati.

Boivin e co. hanno condotto diversi studi volti a misurare i livelli di stress, ottimismo, disagio psichico e fisico in un gruppo di donne prima e dopo la FIVET. I risultati mostrano che il trattamento può essere associato a disagio psichico elevato, soprattutto nelle fasi iniziali. A questo si aggiungono alti livelli di stress per paura che il trattamento non vada a buon fine ed un calo del desiderio sessuale.

Come amici/familiari cosa possiamo fare?

Non è facile stare accanto ad una coppia che non riesce a realizzare il proprio desiderio di generatività, soprattutto qualora voi siate già genitori o stiate per diventarlo.

Ecco alcuni consigli:

  • siate dei bravi ascoltatori. Non serve dare consigli, o sdrammatizzare, o compatire. Ascoltate e siate presenti. Lasciate sfogare la persona, senza pretendere di dare soluzioni o di confortare con un “andrà meglio”. Sta vivendo un lutto, un “andrà tutto bene” difficilmente potrà avere un potenziale curativo, anzi!

  • non giudicate. Soprattutto se siete tendenzialmente contrari al ricorso alla PMA e non capite come mai una persona decida di sottoporsi aquesto iter faticoso e stancante. Un giudizio negativo può solo peggiorare la situazione ed allontare l’altro ulteriorimente;

  • alternate i momenti in cui parlare di questo argomento (se la persona lo richiede e lo desidera) ad altri in cui vi focalizzate su altro. In questo modo è possibile farle vedere che ci sono anche altri spazi ed attività;

  • non mettete fretta. È un dolore che richiede tempo per essere assimilato. Siate disponibili e rispettate le tempistiche altrui.


 

dott.ssa Giulia Parise

 

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About Author

Mi sono laureata in Psicologia Clinica a Padova nel 2014, attualmente mi occupo di ricerca ed informazione su tematiche inerenti ai Death Studies, lutto e fine vita. Nel mio lavoro cerco di conciliare la scientificità propria della formazione con la potenzialità espressiva e creativa dell'arte, con lo scopo di favorire l'elaborazione di un pensiero critico e professionale.

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