Natale con i tuoi? Istruzioni per l’uso

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Natale con i tuoi? Istruzioni per l’uso

Natale con i tuoi? Istruzioni per l’uso

Da anni la tradizione mediatica, pubblicitaria e culturale dipingono il Natale come una festa gioiosa, che unisce le famiglie e rende felici grandi e piccini. Insomma, un momento di ritrovo in perfetto stile Mulino Bianco (tant'è che il detto dice "Natale siamo tutti più buoni"). Ma siamo proprio sicuri che sia sempre così?

Singletudine a Natale


Sebbene vi sia un forte messaggio che va in questa direzione, andando ad analizzare il fenomeno da vicino si può comprendere che è tutt'altro che cristallino ed idilliaco… anzi, è spesso connotato da una forte tensione di coppia e/o familiare, ansia e preoccupazioni varie (basti pensare all'ansia per i regali, alle aspettative per il pranzo o cenone con i suoceri ed i reciproci parenti, a dove passare capodanno). È un periodo incorniciato da molteplici dubbi (del tipo: cosa cucino? Come gestisco la suocera? Dove facciamo quest’anno: da te o da me? Capodanno con i tuoi amici o con i miei?), che impattano negativamente sulla serenità di coppia.

Inoltre, il ritrovo con le reciproche famiglie può essere difficoltoso per le dinamiche consolidate tra i vari membri. Può essere, quindi, che in una famiglia molto affiatata il partner si senta fuori contesto o poco apprezzato. O, al contrario, in una famiglia in cui vi sono parecchie tensioni, può essere che il Natale sia una fonte di giudizio e discussione continua. O ancora, nel caso di famiglie con i genitori separati, può essere che la relazione tra madre e padre sia difficile da gestire.

Insomma, è importante rendersi conto che quello che la tradizione cerca di trasmetterci non sia sempre la norma e che, anzi, ammettere che ci possano essere delle difficoltà in questo periodo può essere un primo passo per affrontarlo più serenamente.

Ecco qualche consiglio:

  • Siate complici dei vostri partner. State vivendo entrambi una situazione pesante? Ebbene per prevenire ulteriori tensioni o imparare a gestirle efficacemente è fondamentale rendersi conto che fate parte della stessa squadra. Parlatene e trovate delle strategie condivise, possibilmente non all’ultimo momento, in modo da evitare lo stress;

  • Mediate e trovate dei compromessi. Questo vale sia per il rapporto con il partner, sia per quello che riguarda il rapporto con i reciproci familiari. Cercate di arrivare un punto di contatto, anche se questo implica fare delle rinunce. La parola chiave è quieto vivere, questo significa che occorre lasciar fare l’altro se serve (se i suoceri ci tengono a cucinare, ad esempio, lasciate fare… è meno impegnativo per voi!);

  • Cercate di ritagliarvi degli spazi per voi. Tra un pasto e l’altro, tra una pulizia ed un’organizzazione e l’altra, cercate di ricavarvi uno spazio per voi, anche se piccolo. È fondamentale per ricaricarsi e respirare, soprattutto nel caso di forti tensioni;

  • Premiatevi alla fine del periodo. Se le festività sono state abbastanza impegnative, riconoscetevi le strategie positive che avete adottato, valorizzandole e facendone tesoro;

  • Lasciate andare. Non si può soddisfare tutti e non si può gestire efficacemente tutto. Quando vi rendete conto che sta diventando tutto “troppo”, chiedete aiuto al partner o rinunciate a qualcosa… può essere che alle altre persone faccia piacere essere coinvolte.


Una piccola curiosità

Il presepe è uno strumento didattico moderno, ecosostenibile inclusivo pedagogico


Il detto "Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi" è molto antico. Si ipotizzano due differenti origini. Una di tradizione pagana, relativa ai vecchi rituali contadini. Per motivi climatici, infatti, a Natale le famiglie tendevano a non spostarsi da casa (e quindi a stare in famiglia) perché c’era molto freddo, mentre a Pasqua, essendoci più caldo, le persone erano più invogliate ad uscire (e quindi ad allontanarsi dalla famiglia). L’altra di origine cattolica, in quanto il Natale viene associato alla nascita di Cristo, in un ambiente familiare, circondato dai suoi genitori, mentre a Pasqua egli si trovava con i suoi discepoli, lontano dalla famiglia.

Questi significati sono andati via via persi e rimane solo un detto molto conosciuto, che spesso è usato per giustificare il perché si debba necessariamente passare il Natale in famiglia. Ma non lasciatevi condizionare: il Natale dovrebbe essere una festa, non una fonte di ulteriore stress (che di quello ce n'è sempre in abbondanza!).

 

dott.ssa Giulia Parise

 

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About Author

Mi sono laureata in Psicologia Clinica a Padova nel 2014, attualmente mi occupo di ricerca ed informazione su tematiche inerenti ai Death Studies, lutto e fine vita. Nel mio lavoro cerco di conciliare la scientificità propria della formazione con la potenzialità espressiva e creativa dell'arte, con lo scopo di favorire l'elaborazione di un pensiero critico e professionale.

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