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La perfezione di Adamo. Come si misura il fisico perfetto dell’uomo ideale

Ammettiamolo: chiunque di noi stia cercando di migliorare la propria fisicità, ha preso come modello di riferimento qualche super model, qualche star holliwoodiana (si scriverà cosi?!) o qualche fit-model, ma diciamoci al contempo la verità… la perfezione non esiste!

Io uso spesso dire che “ognuno è perfetto nella sua imperfezione” ed è proprio così. Il fisico, ma anche il metabolismo, cerca sempre di compensare degli squilibri dettati dalla natura, dall’ambiente, dalle abitudini, da traumi e quindi per quanto potremmo sforzarci, lui vincerà sempre!

Ma ad ogni modo sto andando un po’ off topic. In questo articolo vedremo quelle che sono le effettive misurazioni e caratteristiche che un corpo, femminile e maschile, dovrebbe avere per essere ritenuto bello e in forma e quindi piacere di più ad un/a potenziale partner.

 

Partiamo da quei valori oggettivi, imprescindibili, di cui il primo rappresentante sicuramente è l’ I.M.C. (Indice di Massa Corporea) il quale ci dice già a “grandissime linee” se il nostro status è sottopeso, normopeso o sovrappeso. L’ I.M.C. si riscontra semplicemente dividendo il proprio peso (in kg), per la propria altezza (in m²).

Calcolatrice alla mano, fate il calcolo… Per farvi capire i limiti di questo metodo, farò l’esempio del mio I.M.C.

93 kg / 1,81² = 28.4. Esaminate ora la tabella in basso… io risulterei molto sovrappeso. E vi assicuro che ho una % di grasso discretamente bassa!

Capite dunque da soli che questo mero calcolo può risultare utile in soggetti seriamente inattivi e con evidenti problemi di sovrappeso o sottopeso. A questo punto quindi serve introdurre il concetto di % di tessuto adiposo.

Annoverato che siamo maschietti/femminucce mediamente in forma, vediamo se la nostra % di grasso può essere considerata come salubre e “socialmente accettabile”.

Senza entrare troppo nel tecnico, i maschietti dovrebbero avere una % che vada dal 16 al 10; mentre le femminucce una % che vada dal 25 al 15, indicativamente. Le femminucce sono biologicamente predisposte ad avere più grasso, semplicemente perché dovranno in un (ipotetico) futuro avere abbastanza scorte di adipe per poter mantenere il feto anche in caso di grave carenza di cibo. Mentre l’uomo è “costruito” per cacciare e quindi non necessita di grandi scorte di grasso, bensì di muscoli.

“Ok Gianni tutto fantastico, ma come faccio a sapere qual è la mia % di adipe?”. Ottima domanda caro/a lettore/trice!

I professionisti (trainer, nutrizionisti, dietologi…) si avvalgono di strumenti chiamati bilance impedenziomentriche (che non ha senso vi stia a descrivere adesso!), mentre per l’ “utente medio” posso suggerire di usare un plicometro: ovvero una sorta di calibro utilizzato per pinzare letteralmente dei punti di repere dove maggiormente il grasso si accumula. Non è questo il luogo adatto alla trattazione nello specifico di ciò, ma vi basti sapere che se avete 20-30 € per un plicometro decente e internet, saprete già come iniziare a valutare (ovviamente con un certo margine di errore!) la vostra composizione corporea.

N.B. Se avete più di 40 anni, la % di grasso considerabile normopeso risulterà più alta fisiologicamente, almeno di un 5-7%.

Ultimo punto, ma non per questo meno importante, il girovita. La maledizione per ogni componente del gentil sesso! Prima di tutto l’altezza del girovita, che non viene quasi mai considerata. Semplicemente se il gomito è all’altezza del nostro girovita significa che siamo “perfetti”. Se invece questo è al di sopra del girovita o al di sotto, significa che o l’arto superiore è troppo corto/lungo o che il tronco è troppo corto/lungo e quindi si perde di armoniosità. Questo ovviamente sia per le donne che per gli uomini!

Per quanto riguarda invece la vera e propria circonferenza, se esagerata oltre a essere esteticamente “inappropriata”, può risultare anche un grosso problema di salute, indice di un eccessivo accumulo di grasso viscerale che va ad appesantire e rallentare gli organi viscerali.

Per una femminuccia la circonferenza ideale dovrebbe assestarsi tra 65 e 75 cm; per un maschietto tra 85 e 95 cm. Intendendo con “ideale” una circonferenza esteticamente piacevole e con il minor rischio cardiovascolare possibile. Ovviamente dipenderà anche dall’assetto ormonale che il soggetto, uomo o donna che sia, avrà ereditato geneticamente. E qui ci rifacciamo al concetto di androide e ginoide.

Un assetto androide (prevalentemente maschile) prevede un accumulo di adipe principalmente sul tronco, con gambe e braccia sottili. Un assetto ginoide (prevalentemente femminile) prevede un accumulo di adipe sui fianchi, sui glutei e sulle cosce. La più famosa “forma a mela” e “forma a pera” per intenderci.

Non fatevi però ingannare da questa immagine, dato che sempre più donne presentano un assetto “a mela” e sempre più uomini presentano un assetto “a pera”, questo indice degli squilibri ormonali che la nostra specie sta avendo nelle ultime generazioni…

Ad ogni modo, come capire quale frutto siamo?

Basterà dividere la nostra circonferenza vita (in cm) per la nostra circonferenza fianchi (in cm) e valutare nel caso del maschietto, che il risultato non sia >1 per eliminare l’opzione di accumulo androide. Per la femminuccia, che il risultato non sia <0.80 per eliminare l’opzione di accumulo ginoide.

A seconda dei risultati ottenuti, si dovrà lavorare con allenamento e alimentazione con determinati accorgimenti specifici (di cui non è il momento di parlare!).

 

Visti tutti gli aspetti oggettivi per valutare se siamo o meno in forma, direi che è venuto il momento di vedere quei parametri soggettivi, imposti dalla società, che al 99.9% di noi maschietti e di voi femminucce piace vedere.

Parliamo prima dei canoni maschili o femminili? maschili o femminili? masc…vabbè, maschili!

A tutte voi femminucce piace, non negatelo, quel po’ di six pack, di tartaruga, di addome scolpito.

“Omo de panza, omo de sostanza”…sssssi, raccontatelo a qualcun altro!

Gli addominali in vista trasmettono quel che di virilità e mascolinità evoluzionisticamente innata che dice al genere femminile “Hey! Io sono un uomo rude e muscoloso. Potremmo fare tanti figli forti insieme!”. Quante ragazze ho visto sbavare dietro a ragazzi di 170cm per 60kg vestiti…ma con l’addome in vista! Ma questo come detto qualche riga fa, ci viene “imposto” anche dalla società.

Per non parlare della forma a V degli obliqui. A quante di voi lettrici piace l’addome sporgente sulla zona delle pelvi che va a scomparire nella zona inguinale come delle frecce indicatrici, come per dire “QUI IN BASSO. GUARDA QUI IN BASSO”.

Possiamo parlare di spalle. Il V-shape, la forma a V della schiena, viene (giustamente!) interpretato dal genere femminile come forza e virilità. Una donna che si abbandona tra le braccia di un uomo con le spalle larghe, percepirà sempre quel piacevole senso di protezione e sicurezza che ogni, sottolineo OGNI donna, ricerca nel suo lui.

Per quanto riguarda il corpo ideale della donne, ovvero ciò che piace ai maschietti delle femminucce, vi rimando al mio prossimo articolo.

 

Gianni Cecchetti, personal trainer

 

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Gianni Cecchetti

Toscano, classe 1991, appassionato di fitness. Vengo principalmente dal nuoto e dalla kick-boxe, dove ho vinto un titolo internazionale all'interno della mia federazione. Gli studi (con la "S" maiuscola) inerenti il mondo del fitness, sono iniziati nel 2011 con la Federazione Italiana Fitness, grazie alla quale mi tengo costantemente aggiornato. Nel 2014 ho intrapreso il percorso universitario alla facoltà di Scienze motorie con l'intento di proseguire nel ramo della nutrizione. Sostengo l'applicazione del buon senso nell'attività fisica, nell'alimentazione e nel lifestyle in generale.


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