Cyberbullismo, vademecum per adolescenti e genitori

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Cyberbullismo, vademecum per adolescenti e genitori

Cyberbullismo, vademecum per adolescenti e genitori

Qualche anno fa una mamma ha proposto al figlio tredicenne un contratto con 18 regole da seguire per utilizzare il suo regalo di Natale, uno smartphone nuovo di zecca. In una di queste, invita il figlio a non utilizzare la tecnologia per imbrogliare, mentire o deridere un’altra persona e a non prendere parte a conversazioni che potrebbero ferire qualcuno.

Se l’età in cui i ragazzini e le ragazzine utilizzano dispositivi di ultima generazione si sta abbassando sempre di più, come mai sono sempre meno i vincoli che vengono poste per il corretto e adeguato utilizzo da parte dei genitori, spesso ignari dei pericoli e delle trappole in cui possono cadere i loro figli?

Bullismo: un adolescente su 3 ne è vittima


Il web, smartphone, tablet... sono strumenti potentissimi; se da un lato ci permettono di condividere con persone di tutto il mondo i nostri pensieri e le nostre emozioni, dall’altro se non utilizzati in modo adeguato si trasformano in pericolose trappole soprattutto per i giovanissimi: è come dare loro in mano un motoscafo molto potente senza alcuna esperienza e senza che nessuno gli stia accanto mentre imparano a navigare in acque sicure. Il più delle volte anche gli adolescenti ignorano che un comportamento inadeguato online può avere delle conseguenze nella vita reale, anche molto spiacevoli.

Nelle vita reale, i comportamenti intimidatori e violenti che un bullo esercita su una vittima vengono definiti bullismo; quando le nuove tecnologie vengono utilizzate per intimorire, mettere in imbarazzo, molestare o isolare una persona, si parla invece di cyberbullismo. Mentre il bullismo coinvolge in modo diretto gli studenti di una classe o di un Istituto, attraverso aggressioni fisiche, molestie verbali o azioni violente, intimidatorie e persecutorie, prevedendo quindi un contatto diretto tra il bullo e la sua vittima nell’ambiente scolastico o nel tragitto casa-scuola-casa, nel cyberspazio chat e social network vengono utilizzati per mettere in imbarazzo o danneggiare la reputazione di qualcuno

  • diffondendo in rete pettegolezzi, calunnie e malignità sulla vittima per insultare o deridere;

  • postando sui social network o inoltrando in chat contenuti imbarazzanti, violenti o a sfondo sessuale;

  • rubando l’identità o costruendo un falso profilo della vittima.


È importante aumentare la consapevolezza degli adolescenti rispetto al fatto che, mentre un pettegolezzo diffuso a voce richiede un certo tempo e che il messaggio può distorcersi nel passaggio comunicativo tra il mittente e il destinatario, come accade nel gioco del ‘telefono senza fili’, un messaggio inviato ad una chat di gruppo raggiunge in modo istantaneo e senza modifiche molte persone contemporaneamente, le quali a loro volta lo possono inoltrare ai loro contatti, rendendone capillare la diffusione.

Una delle trappole online in cui rischiano di cadere soprattutto (ma non solo) le ragazze adolescenti riguarda l’invio e la diffusione di immagini e video che le ritraggono nude o seminude e in atteggiamento provocante, conosciuto come sexting, un neologismo che deriva dalla combinazione delle parole ‘sex’ e ‘texting’. Talvolta questo tipo di comportamento diventa l’esito di un ricatto emotivo da parte di qualcun altro: davanti alla richiesta di inviare la propria foto, pena l’essere lasciate dal ragazzo, le adolescenti cedono alla richiesta per non deluderlo. In questo modo si espongono non solo alla possibilità che queste vengano diffuse in rete, ma anche al reato di pedopornografia nel caso di soggetti minorenni. Le conseguenze di questi comportamenti e delle cyberaggressioni tingono di nero la cronaca degli ultimi anni laddove le vittime, per la vergogna e per l’umiliazione, arrivano anche a togliersi la vita come unica possibilità e via d’uscita da questo tipo di situazioni.

Per creare maggiore consapevolezza negli adolescenti, nelle famiglie e a scuola per tentare di prevenire e contrastare il fenomeno in crescita delle cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, il 29 maggio 2017 n. 71 è stato approvato il disegno di Legge recante le "Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo". Il testo introduce per la prima volta la definizione legislativa sul bullismo telematico inteso come ogni forma di aggressione, molestia, ricatto, furto di identità che si perpetua tramite il Web e le nuove tecnologie a danno di soggetti minorenni, sia che essi siano vittime o responsabili del comportamento illecito. Tra le norme introdotte si evince:

- la necessità di individuare in ogni Istituto scolastico un docente referente per le iniziative contro il cyberbullismo;

- l’educazione alla legalità, all’uso corretto e consapevole di Internet e delle nuove tecnologie attraverso una collaborazione tra le scuole, le Forze dell’Ordine e le associazioni del territorio;

- l’istituzione della ‘procedura di ammonimento’ come nel reato di stalking: il responsabile degli atti di bullismo che ha compiuto 14 anni verrà convocato insieme ai genitori davanti al Questore; gli effetti dell'ammonimento cesseranno solo una volta maggiorenne;

- la possibilità che la vittima che abbia compiuto almeno 14 anni e i suoi genitori possano inoltrare un’istanza per l'oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore, diffuso nella rete.

Data la portanza del fenomeno, l’incompetenza d’uso da parte dei genitori rispetto a Internet e alle nuove tecnologie non può e non deve essere una giustificazione.

Di seguito proponiamo alcuni semplici suggerimenti per le famiglie:

  • siate presenti il più possibile nella vita dei vostri figli, osservate eventuali cambiamenti nel loro comportamento o nel tono dell’umore cercando di non arrabbiarvi: non è con la rabbia che si risolvono i problemi;

  • la fiducia va guadagnata e non data a priori: la password dello smartphone non sarà privata finché lui/lei non dimostrerà di essere una persona affidabile e responsabile;

  • definite una serie di regole e raccomandate ai ragazzi di non partecipare né assistere in modo passivo a situazioni che possono essere offensive per qualcuno, di segnalarlo ad una persona adulta

  • parlate dell’argomento cyberbullismo in famiglia, informatevi e partecipate agli incontri organizzati sul territorio cyberbullismo insieme ai propri figli per sensibilizzarli su un uso consapevole della rete e rispetto ai rischi di esporsi a comportamenti illeciti.


dott.ssa Valentina Benedetti

 

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About Author

Sono una psicologa esperta in sessuologia clinica, mi sono formata presso l'Istituto di Sessuologia Clinica di Roma e attualmente sto terminando il percorso di specializzazione in psicoterapia ad orientamento psicoanalitico. Amo il mio lavoro perché penso che la sessualità sia un'emozione tutta da vivere e da scoprire. Mi occupo di consulenze psicosessuologiche per l'individuo e la coppia oltre che di corsi di formazione rivolti a bambini e adolescenti sull'affettività e la sessualità.

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