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Parola d’ordine: sbrigati!

Certo che io do fretta ai bambini!

Io do sempre fretta, vivo nella fretta. La mattina è uno dei momenti peggiori per livello di stress della giornata: sul mio epitaffio saranno incise le parole “è morta subito, di fretta!”.

“Sbrigati ” è la parola che uso di più, seguita solo da “muoviti”. E ci mancherebbe pure non dare fretta ai figli! Il mio è pressing, più che timing, continuo incessante… Ma dico scherziamo? Se non facessi così la mattina passerebbero il  tempo a ciucciarsi  le caccole, piuttosto che infilarsi il grembiule e andare a scuola. I bambini hanno i loro tempi, sì, però, il mondo non ruota intorno a loro e se vogliono guardare con stupore e dire “ohhhhh!!” alla Povia, lo possono fare benissimo all’entrata di scuola, quando aspettano come macachi attaccati ai cancelli l’apertura, oppure quando sono sotto la doccia…

Cari psicologi, che altro avete tirato fuori dal cilindro stavolta per farci sentire ancora noi genitori sempre più incapaci e insicuri e non all’altezza?

Non ce la menate con la fretta! La fretta io la do eccome! Devono capire che la puntualità è un valore ed è una competenza sociale molto apprezzata. Che c’è un momento per tutto, e che ci sono delle priorità da dare: fissare una tazza assonnati lo si può fare nel weekend. È vero che i ritmi sono sempre più frenetici, ma è importante che un bambino capisca di non essere al centro dell’universo e che impari a rimandare la soddisfazione dei propri desideri: qualche piccola frustrazione fa parte della crescita.

Purtroppo il mondo non è mai stato a misura di bambino, ma di adulto, e questo a discapito della lentezza e dei tempi di un bambino. Ma è anche vero che il tempo un bambino non lo sa gestire.

Dirò una cosa poco popolare in questi tempi fintamente bimbocentrici: benedetta la fretta dei genitori che devono andare a lavorare! Le priorità i bambini le capiscono… Il tempo è qualcosa che conoscono attraverso noi, siamo noi che scandiamo la loro giornata. E pazienza, non sarà un mondo perfetto per loro, ma è meglio questo che la faccia del mio capo quando gli ho detto che ho fatto tardi per l’ennesima volta perché mio figlio voleva mettere in fila tutte le palline di cornflakes fino alla porta di casa.

 

Lisa Coccioli

 

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foto: freepick


Lisa Coccioli

Sono nata a Taranto nel '75, ho una laurea inutile in Scienze Ambientali. Sposata nel 2003 ho seguito mio marito nei suoi trasferimenti: a Roma sino al 2009, in Germania sino al 2012. Lì, oltre a mangiare wurstel, frequentare un corso di tedesco e fare la mamma, volevo parlare con qualcuno e così ho insegnato italiano ai tedeschi nelle scuole serali. Nuovamente a Roma, poi a Taranto dove resteremo per un paio di anni. Ho 3 bambini, adoro leggere, ascolto le beghe sentimentali delle mie amiche, guardo film e cucino. Per smaltire le calorie di ciò che preparo, corro due volte a settimana. Odio stare a casa... preferisco l'aria aperta coi bambini.


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