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Giornata mondiale contro l’omofobia, storia di una conquista

La bandiera arcobaleno  fu inventata da Gilbert Baker – ex veterano dell’esercito gay – per il San Francisco Gay Freedom Pride Parade del 25 giugno 1978. A chiederglielo fu Harvey Milk: il primo militante e politico apertamente gay. Ad oggi, a distanza di più di trentanni da quel fatidico giorno, la bandiera arcobaleno è diventata il simbolo della comunità LGBT a livello mondiale.

Ha colorato la Casa Bianca il giorno della storica sentenza con cui si  introduceva il matrimonio egualitario negli Stati Uniti, in qualche città viene utilizzata per “segnalare” quartieri o locali gay-friendly, e il 17 maggio, giornata mondiale contro l’omofobia, sventolerà in tutte le città d’Italia.  La prima edizione di quest’importante manifestazione si tenne il 17 maggio 2005 ad opera del curatore del Dictionnaire de l’homophobie: Louis-Georges Tin, in occasione dell’anniversario della rimozione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.

Ufficializzata nel 2007 dall’Unione europea, l’annuale giornata contro l’omofobia, transofobia e bisofia, celebra il superamento di tutte le discriminazioni sociali, o quasi . In molti paesi, tra cui l’Italia, il matrimonio tra persone dello stesso stesso è ancora un miraggio e, non mancano notizie su persecuzioni, maltrattamenti e violenze nei confronti dei membri della comunità LGBT.

L’obiettivo della giornata è proprio quello di promuovere e coordinare eventi internazionali, momenti di discussione, riflessione e denuncia, al fine di sensibilizzare la popolazione mondiale sull’argomento, e per celebrare i grandi passi avanti compiuti dal mondo in questi anni.

 

ErminiaDaniela Bizzarro

 

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