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L’assenza di un amore si ripara con altro amore

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libro 1La storia di Irina Lucidi la conosciamo tutti, abbiamo partecipato al suo dolore, abbiamo sperato fino all’ultimo che ci fosse un lieto fine e che potessimo gioire con lei. Il 31 gennaio 2011, il suo ex marito Mathias Schepp rapisce in Svizzera le loro due gemelle di sei anni: Alessia e Livia. Dopo alcuni giorni di viaggio, attraverso Francia e Corsica, arriva a in Puglia e si suicida, non prima di aver scritto un terribile biglietto alla madre delle sue figlie: “Non hanno sofferto, non le vedrai mai più”.

È da questo fatto di cronaca che Concita de Gregorio, giornalista e a sua volta madre, parte per raccontare il percorso di rinascita di Irina, la sua voglia di rimettersi in gioco, senza mai dimenticare, ma riprendendo a vivere, respiro dopo respiro.

Con uno stile asciutto ed essenziale, ma non per questo meno emozionale, Irina rivive il dolore peggiore di tutti, un dolore che non ha nemmeno una definizione nel dizionario: non esiste infatti una parola che definisca un genitore a cui sono morti i figli. C’è orfano, vedovo, ma non un modo per descrivere la perdita più lacerante che esista.

Quello che forse più colpisce nella lettura è il rapporto tra Irina e Mathias, due persone che si sono amate, si sono sposate,  hanno avuto  insieme due bambine ed eppure non arrivano mai a conoscersi davvero. Anzi, Mathias ricerca il modo peggiore per ferire la compagna, per punire lei si accanisce sulle figlie, la cosa più preziosa che hanno. Non dona alla moglie nemmeno una tomba su cui piangerle, ma la lascia così, distrutta dal dubbio. Si può davvero passare una vita senza conoscere sul serio chi si ha accanto? La persona con cui si dorme, si mangia, si passano le ore libere? Irina è una persona intelligente, culturalmente preparata, una donna in carriera, eppure non ha saputo cogliere il pericolo a pochi centimetri da lei. È una colpa questa? Non aver protetto le sue figlie dal padre? Non aver riconosciuto il male?

Nonostante questa sfiducia estrema che Irina deve per forza aver nutrito nelle relazioni, decide di ricominciare con un altro uomo, un uomo completamente diverso da Mathias che riesce a raccogliere i pezzi in cui Irina si è frammentata e piano piano riunirli, con amore e pazienza.

Come si fa a giudicare un libro che parla del dolore di una madre che non sa che fine hanno fatto le due figlie di 6 anni? Si può davvero misurare la forza, la tenacia e l’ardore di una donna che decide di continuare a vivere quando il primo impulso sarebbe quello di lasciarsi morire per il dolore?

Irina Lucidi è una donna che rimarrà nel cuore, perché è ostinata, determinata, coltissima. Racconta la sua storia con una delicatezza e un amore infinito, con il cuore dilaniato ma con la forza di chi non si arrende e non si fa piegare dal dolore, perché se c’è anche una sola possibilità su cento che Alessia e Livia siano vive, lei deve far di tutto per continuare a cercarle.

E nonostante tutto il dolore, il risentimento, l’angoscia, la vita va avanti, l’amore può tornare e il mondo non si ferma. Dopo l’inverno più freddo e buio arriva comunque la primavera.

 

Concita de Gregorio – Mi sa che fuori è primavera

Feltrinelli, 2015. 122 p.

Voto: 5/5

 




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