IL MAGAZINE SUL CICLO DI VITA DELLA COPPIA

 

Il matrimonio della mia migliore amica (2ª parte)

367

Continua la storia di Anna e del matrimonio della sua migliore amica. Se l’hai persa, leggi la 1ª parte.

[…]

Venerdì mattina

Partite con l’areo, col solo bagaglio a mano, per risparmiare sul biglietto, anche se solo una scarpa n. 46 da cerimonia di tuo marito prende tutto lo spazio di un trolley. Hai deciso di immolare sull’altare della tua indecisione sulle scarpe da indossare sotto il famoso vestito blu, due cambiate, per recuperare peso in valigia, ma trascuri il fatto che ci siano 35 gradi celsius all’ombra e che all’arrivo, le tue ascelle pezzate killers hanno bruciato praticamente tutto il tuo guardaroba in trasferta…

Arrivo in hotel e sistemazione.

Lucia ha optato per una sistemazione, diciamo, “friendly”: un motel sulla tangenziale verso aeroporto Linate, sicuramente economico, ma lontano dalla civiltà e dalla legalità: infatti è frequentato da gente, per così dire, dedita a pratiche sessuali mercenarie insolite. Tuttavia il loro abbigliamento ha avuto un certo successo nei bambini, perchè erano convinti che questi signori sempre vestiti di lattice nero e borchie, fossero le mascotte di Catwoman e Spiderman Nero.

Una volta sistemati, finalmente potete raggiungere gli sposi per le prove in chiesa.

All’arrivo in questa deliziosa chiesetta, la tua migliore amica ti viene incontro, ti abbraccia e ti dice che è felicissima di vedervi lì. Wow, Lucia è raggiante, veramente bellissima! Volevi dirle e chiederle tante cose, ma ora che ce l’hai difronte non sai più che dire, e poi non c’è tempo. Definite i dettagli delle letture durante il rito col sacerdote, poi andate con tutti gli sposi e altri ospiti venuti da fuori in un  locale glamour sui Navigli per un aperitivo, o un apericena, o …insomma per  una cosa che inizia con “aperi” che prevede una sequenza di bicchieri di vetro e ghiaccio, pieni di alcool da svuotare e un piattino da frutta in mano riempito a badilate di pizzette e pasta che sanno di cocktail di gamberetti..”Ehh.. che ci vuoi fare… nella Milano da bere – dice tuo marito con aria saccente – cosi è. Sai è cool l’aperitivo dove assaggi un po’ di tutto…” “A me sembra che come stiano svuotando il sacchetto dell’umido direttamente nel tuo piattino.” dici tu, guardando il montarozzo di cibo indefinito.

Sabato, il giorno del matrimonio

Alle 10.00 siete già tutti pronti. Ti dai un ultimo sguardo sul pianerottolo del motel mentre aspetti l’arrivo di un taxi che vi porti a casa di Lucia: stai benissimo, ma forse dovresti ritoccare il rossetto, perchè il simpatico avventore della stanza affianco ti ha appena chiesto quanto ti prendi con o senza guanto. I bambini lindi e pinti sembrano due puttini di Raffaello.

Alla fine hai optato per la scarpa oro col plateau che ti fa una gamba da gazzella. Tuo marito ti guarda e capisci dalla solida realtà che si intravede dalla patta dei pantaloni, che gli piaci.

All’arrivo a casa della sposa, Lucia ti vede e piange, è terrorizzata, non si piace col vestito, dice che al ristorante pioverà e ha prenotato il buffet fuori. È davvero nel panico. Cerchi di consolarla, le dici: “Lucia sei bellissima. Ora sei solo un po’ agitata, ma stai benissimo con questo vestito. Vedrai che piacerai tanto a Walter, ne sono convinta. E poi andrà tutto bene oggi e se viene a piovere, sarà bello ugualmente: sposa bagnata sposa fortunata!” Non si convince, poi finalmente prosegui dicendo: “Ti ricordi di quella volta in cui non volevo andare alla festa dei 18 anni di Paolo perchè mi ero lasciata col mio ex e non volevo incontrarlo lì… Ti ricordi? Tu fosti così dolce, mi dicesti “Dai ci andremo insieme!” mi prendesti la mano ed entrammo nella sala.” E allora anche tu, le prendi la mano e le dici: “Non piangere a meno che il trucco non sia waterproof. Sei favolosa, fidati di me.”

Mano nella mano l’accompagni dal padre che aspetta fuori la porta della sua camera perplesso. Intrecci la sua mano con quella del papà che la guarda imbambolato e  si commuove.

Arrivo in chiesa

La chiesa è addobbata con gusto. Cestini di peonie rosa sono messi intorno all’altare, lungo la navata principale ad ogni banco e fuori la chiesa. Lucia arriva con qualche minuto di ritardo, quel tanto che basta per far tribolare lo sposo. Al suo ingresso in chiesa, tutti gli invitati si alzano in piedi e si girano a guardarla suscitando in tutti tenera commozione.

Mentre leggi la prima lettura, Lucia e Walter si guardano con quello sguardo dolcissimo tipico di tutti gli sposi, che sa di conquista e di aspettative, che si  irradia da dentro e raggiunge e riscalda tutti quelli che sono vicino come i raggi del sole.

Festa

Nel bellissimo castello che Lucia e Walter hanno scelto come elegante location del loro matrimonio, in attesa che il fotografo rilasci gli sposi presi precedentemente in ostaggio, passi alle Forche Caudine dei parenti di Lucia. Per prima cosa, scambi quattro battute con la madre, che pensa che tu sia incinta nuovamente, poi con la nonna che ti scambia per la sua attrice preferita Lauren Bacall (è in evidente stato confusionale, ma la cosa non ti dispiace) poi con il fratello di Lucia, Simone, con cui avevi avuto un flirt quando avevate 23 anni, e che ti chiede con un sorriso sardonico: “Ma sei sposata ancora con quella miniminchia di Andrea?” e ti guarda il décolleté.

Intanto arrivano gli sposi e la festa incomincia. Essendoti passati in rassegna tutti i parenti, ti dirigi sollevata al buffet per una pizzetta, quando senti la voce inconfondibile di… no, non può essere, la stronza! Elvira la stronza era lì, e non solo. Era lì in veste di fidanzata di Simone. (Tutte noi abbiamo un’amica stronza, quella che gode a metterti in difficoltà e si sente sempre in competizione con te anche se tu non la  pensi).

Appena ti vede ti squadra dalla testa ai piedi e ti viene incontro con un falsissimo fare dolce e comincia a dire: “Annnaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, che bello, sei pure tu qui, pensavo non vi frequentaste più tu e Lucia, visto che lei vive a Milano, fa una vita completamente diversa dalla tua, va in giro, aereo di qua, aerei di là.. Tu che fai? Che mi racconti, lavori sempre lì? Pensavo per la crisi avesse fallito, essendo piccola l’azienda… Eh sì, meglio di niente. Ma poi… ti sei più laureata? Certo che Andrea si è ingrassato. Di la verità, lo fai apposta così non te lo ruba nessuno e stai tranquilla. E i figli? Solo 2? Ah sì, li ho visti prima. Sono quei bambini i che si rimpinzavano di mandorle all’aperitivo, vero? Certo, lavorando entrambi non sarà facile educarli. Vivono come degli animaletti, si sa…”
Insomma mentre immagini un pilastro di cemento dove metterla, tuo marito, con la scusa di recuperare i bambini che nuotano nella fontana di cioccolato, ti salva. È il tuo eroe.

Più tardi, mentre ti godi un delizioso manicaretto, il gruppo rock ingaggiato dagli sposi, intona le note della loro canzone.  Dapprima solo loro, poi tutte le coppie ballano al centro della sala. Anche tu e tuo marito. “Ora balli Anna? – sempre lei – Non fai più da tappezzeria come alle feste del liceo?” Provvidenzialmente tuo marito le pesta il piede con il suo 46. “Scusaci! – dice – Siamo un po arrugginiti!”

Questa volta tuo marito si è  guadagnato un… ora non si può dire, ma ha a che fare con quello che più o meno Walter e Lucia, a giudicare dal cigolio cadenzato, fanno in bus nel tragitto da Bali ad atollo.

 

Lisa Coccioli

 

Rileggi l’inizio della storia:                                                                  Di Lisa leggi anche:

SBT-STK307246RKN

Il matrimonio della mia migliore amica (1ª parte)

tacchi

L’utilità dei tacchi in cucina

 

 



Sono nata a Taranto nel '75, ho una laurea inutile in Scienze Ambientali. Sposata nel 2003 ho seguito mio marito nei suoi trasferimenti: a Roma sino al 2009, in Germania sino al 2012. Lì, oltre a mangiare wurstel, frequentare un corso di tedesco e fare la mamma, volevo parlare con qualcuno e così ho insegnato italiano ai tedeschi nelle scuole serali. Nuovamente a Roma, poi a Taranto dove resteremo per un paio di anni. Ho 3 bambini, adoro leggere, ascolto le beghe sentimentali delle mie amiche, guardo film e cucino. Per smaltire le calorie di ciò che preparo, corro due volte a settimana. Odio stare a casa... preferisco l'aria aperta coi bambini.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.